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Strisce pedonali pericolose e manca una pista ciclabile

Strisce pedonali pericolose e manca una pista ciclabile

PISA. L’area del Cnr nella frazione di San Cataldo è la più grande d’Italia e ospita al suo interno diversi istituti di ricerca e formazione: fisiologia clinica, informatica e telematica,...

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PISA. L’area del Cnr nella frazione di San Cataldo è la più grande d’Italia e ospita al suo interno diversi istituti di ricerca e formazione: fisiologia clinica, informatica e telematica, linguistica computazionale, geoscienze e georisorse, scienza e tecnologie dell’informazione, biofisica, biologia e biotecnologia agraria, chimica, tecnologie biomediche, ottica, processi chimico-fisici e studio degli ecosistemi.

Ogni anno è frequentata da migliaia di persone e vi lavorano stabilmente oltre settecento ricercatori.

Gode di una posizione ottimale, essendo a due passi dal centro città e collegata ai principali servizi. Da anni, però, il polo convive con una viabilità mal organizzata. «L’accesso principale si affaccia su una strada molto trafficata e percorsa ad alta velocità. Molto pericolosa. Nel corso degli anni si sono verificati diversi incidenti - dice Antonio Rizzo, responsabile dell’unità organizzativa di supporto di Pisa dell’Istituto per i processi chimico-fisici -. Chi proviene da Cisanello non può svoltare a sinistra perché c’è la doppia linea continua e deve attraversare la rotonda all’incrocio tra via Moruzzi e la provinciale Vicarese: un punto molto trafficato specialmente di mattina. Stiamo discutendo da tempo con le amministrazioni comunali di Pisa e San Giuliano per risolvere questo problema, semplificando la viabilità».

Secondo Rizzo, sarebbe opportuno trovare un accordo che coinvolga anzitutto le due amministrazioni per realizzare una rotonda in corrispondenza del suddetto ingresso. Una soluzione che «semplificherebbe le cose - dice - anche per chi dal Cnr deve proseguire in direzione del dipartimento di Chimica e gli istituti della Fondazione Pisa».

La recente installazione della stazione di bike sharing Ciclopi, tanto voluta dal Cnr, ha favorito i dipendenti che si spostano in bici, ma che erano continuamente vittime di furti. La zona è frequentata da molti ciclisti e pedoni, ma le infrastrutture non consentono sempre di spostarsi in sicurezza.

«La questione è annosa. L’accesso in bici al Cnr è pressoché impossibile: si entra dall’ingresso riservato alle macchine e si esce accanto al dipartimento di Chimica, in un punto molto pericoloso - dice Alessandro Bardini, dipendente Cnr -. Dieci anni fa il marciapiede di via Moruzzi (lato area di ricerca) era stretto; poi fu ampliato grazie alla cessione del terreno del Cnr al Comune. L’obiettivo era realizzare una pista ciclabile che ancora oggi non esiste. Nessuna segnaletica. È paradossale che per accedere alla stazione Ciclopi occorra andare sul marciapiede pedonale o su via Moruzzi, una delle strade più pericolose per i ciclisti. Inoltre, il semaforo alla rotonda tra via Moruzzi, via Volpi, via di Pratale andrebbe regolato in maniera più efficiente».

Chi utilizza la bici, dunque, è ignorato eppure è una risorsa: non inquina, non occupa parcheggi, non alimenta il traffico veicolare.

«Vengono realizzate mega-strutture, come la nuova residenza studentesca di via Garibaldi, ma le vie di accesso sono trascurate. Eppure Pisa è una città di dimensioni ideali per lo sviluppo della mobilità ciclabile - aggiunge Gianni Mainetto, impiegato nell’area di ricerca e socio Fiab -. Altro punto proibitivo è l’attraversamento pedonale davanti al dipartimento di Chimica: è segnalato male e le macchine sfrecciano ad alta velocità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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