Il Tirreno

Pisa

Solo dita e corde, così Lorenzo diventa una band

di Carlo Venturini

Il trentenne Niccolini è considerato uno dei migliori interpreti del fingerstyle

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PISA. Quel giro di basso di “Come as you are” dei Nirvana lo ha fulminato sulla via della chitarra. Lorenzo Niccolini, da quella strada, non ha fatto più ritorno e aveva 17 anni (secondo lui un po' tardino) quando si è avvicinato a quelle sei corde maledette e benedette. Oggi, ha 30 anni e suona secondo lo stile del fingerstyle, tecnica di esecuzione basata sull’uso delle dita per pizzicare le corde, senza l’ausilio di un plettro. Nelle mani di Lorenzo, cioè, la chitarra diventa un pianoforte, è polifonia, e come se non bastasse, sulla chitarra ci mette sempre delle percussioni (“slap guitar”).

«Sì, divento una band». Lui lo si vede - perché va visto all'opera - e lo si ascolta nelle strade e piazze di Pisa, Lucca e Pontedera. E nei bar, pub, teatri e festival di tutta la Toscana. A Pisa, suonerà al teatro Lux venerdì 13 gennaio. «Bel posto, mi piace».

Sì ma torniamo in strada. «Di strada ne feci parecchia diversi anni fa quando decisi di partire da Pisa per arrivare fino a Valencia suonando di piazza in piazza, lungo le città e i paesi che incontravo. Ho usato tutti i mezzi di locomozione, non miei ovviamente, da “blabla-car” all'autostop. Ci ho messo quasi due mesi tra andare e tornare. Mi sono pagato la vacanza, mettiamola così».

La strada però ha le sue regole. Ti boccia peggio che internet. Ma lui, Niccolini, non è un improvvisato. Si è diplomato con il massimo dei voti alla scuola Lizard di Fiesole e lì ha insegnato. «Sì però guadagnavo di più in strada e nei locali». Di più? «Sì. In strada, nelle piazze, capita che ti diano anche 20 euro e che passi l'addetto ai lavori e ti inviti a suonare in qualche locale. Capita anche che ti lascino biglietti con i complimenti e quando li trovi sotto alle monete, sì, è una bella sorpresa. Ti appaga».

A Pisa si può suonare tranquillamente in strada. «A Lucca meno. Ma i turisti sono più concentrati e insomma, alla fine, Lucca ripaga». C'è un altro vantaggio a suonare nelle piazze. «Capisci veramente cosa piace alle persone, al pubblico. Lo capisci subito. Non si fermano, tirano a diritto oppure proprio ti chiedono di cambiare canzone». Lui però non è un jukebox. Ha il suo repertorio di arrangiamenti ispirati da Morricone a Tiersen, Stevie Wonder, un repertorio che si condensa nel cd “Musicofilia” dove il fingerstyle si mescola alla percussion guitar. «Un mio inedito dà il nome all'intero cd che ho autoprodotto. Il tipo e lo stile di esecuzione che faccio non ha bisogno di molti effetti, con quattro microfoni ce la faccio da solo, anche se poi per il mix e il master ricorro all'aiuto della band degli Appaloosa che fanno elettronica suonata».

Quindi i Nirvana, poi Hendrix e Satriani ti hanno portato ad imbracciare la chitarra. Hai suonato in un gruppo chiamato Electric Sheeps che faceva hard rock ma poi sei passato al fingerstyle. Come è andata? «Una delusione amorosa. È cocente ammetterlo. Andò così. Mi sono chiuso in casa per un anno e ho imparato questo stile di suonare la chitarra. Era più consono al mio mood, all'umore decisamente molto poco hard rock. Volevo qualcosa di più riflessivo, di meno gridato fuori». A diciotto anni, Niccolini si è fatto regalare la sua prima chitarra. «Sì, ma oggi non uso più quella. Ho una splendida Maton. È una chitarra australiana con un legno particolare. Poi ha un microfono interno che amplifica i suoni del legno. È fantastica».

Niccolini vive di musica. «Sì, ci riesco. Ai concerti vendo qualche cd, le persone mi seguono, mi vengono a sentire. È bello che si portino via il concerto con loro». A marzo uscirà il suo secondo cd dopo che ne ha fatti due con gli Electric Sheeps. «Non so ancora il titolo. Saranno tutti pezzi inediti, o quasi. E di nuovo me lo autoproduco».

Grazie ai numerosi video sulle piattaforme social e YouTube, Niccolini si è guadagnato un'intensissima attività live con oltre 250 serate in due anni. Nel 2016 è stato selezionato fra i quattro migliori chitarristi emergenti al concorso nazionale di fingerstyle di Cremona (l’Acoustic Guitar Meeting). «Potevo suonare meglio ma mi sono un po' emozionato. Un po' troppo». Poi, però, è arrivato secondo al “Senza filo”, organizzato dal Cantiere Sanbernardo e primo al Red contest. «Ma suono tantissimo anche in Emilia, Lazio e Lombardia, insomma mi sto allargando un po', anche perché sono pochi che fanno questo stile e suonando da solo riesco ad inserirmi in ottime situazioni».

Per seguire i concerti di Niccolini, basta cliccare su Facebook alla pagina https://www.facebook.com/lorenzoniccolinifingerstyle/about/. Da lì, poi, si può andare a seguire alcuni suoi live registrati e diffusi su YouTube. Quello girato a Pisa è straordinario sia per come è stato girato e montato che per il pezzo interpretato da Niccolini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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