Toscana
Allarme meningite C 600 dosi di vaccino per fermare la psicosi
Lunedì nuove scorte a Pisa dopo il boom di richieste al Cup Migliora la 72enne ricoverata per il ceppo non contagioso
PISA. Un po’ di ossigeno per placare la psicosi: 600 dosi arriveranno lunedì negli ambulatori dell’area pisana, dove da giorni i centralini del Cup vanno in tilt per l’assalto di migliaia di persone a caccia del vaccino contro la meningite. Solo fra mercoledì e giovedì sono arrivate all’Asl oltre 13mila telefonate di pisani che chiedono di potersi proteggere col siero contro il meningococco C, il batterio che da due anni tiene sotto scacco la Toscana e per cui la Regione ha lanciato una campagna di somministrazione gratuita per residenti fino a 45 anni e che ha costretto l’Azienda sanitaria a potenziare i team per eseguire le infezioni e ad aprire 10 ambulatori aggiuntivi rispetto ai 4 già presenti in città.
L’emergenza per questo ceppo fra 2015 e 2016 ha investito 60 persone, 30 soltanto nell’ultimo anno. E in 13 casi è stata letale, l’ultima volta per un bambino di Porcari non vaccinato, ucciso a 22 mesi a fine dicembre. Ma a riaccendere la paura e ad innescare la corsa al siero sono stati anche casi di infezione causati da altre tipologie di batterio, spesso non contagiose, come le due donne colpite da pneumococco proprio in provincia di Pisa nell’ultima settimana. Per una donna di 52 anni di Cascina, ricoverata il 31 dicembre, non c’è stato nulla da fare, è morta lunedì dopo due giorni di ricovero nella rianimazione di Cisanello. Migliorano invece le condizioni della 72enne residente a Fauglia arrivata mercoledì sera al pronto soccorso e subito trasferita nel reparto di Malattie infettive del policlinico pisano. Anche lei colpita da pneumococco, un ceppo non contagioso ma da non sottovalutare.
«Sta rispondendo alle terapie, che per lo più sono costituite da antibiotici e cortisone - spiega il primario Francesco Menichetti - L’intervento, dal pronto soccorso al reparto, è stato tempestivo. Ma facciamo chiarezza: la meningite pneumococcica è batterica ma non contagiosa. Il paziente non va isolato e non c’è bisogno di profilassi. Fra le meningiti è però la più frequente, ogni anno il Ministero della Salute registra 900 casi contro i circa 200 dei vari tipi di meningococco. Sono soprattutto anziani e adulti che, per vari motivi, soffrono di deficit immunitari. Inoltre, può colpire, ma con meno frequenza, i bambini sotto l’anno di vita. E in ogni caso non va sottovalutata». Può essere insidiosa quanto le altre. Ha un tasso di mortalità che varia dal 10 al 30 per cento. «Ma attenzione, anche per questa forma c’è la possibilità di proteggersi con i vaccini. La Regione lo fornisce gratuitamente per i bambini e da due anni in abbinamento con quello anti-influenzale, anche perché, in soggetti fragili, l’influenza può fare da apripista per l’infezione da pneumococco, che spesso si scatena come una complicazione di un’otite o di una mastoite». Ma anche in questo caso, le campagne degli anti-vax sul web e «dei falsi profeti», spiega il primario, stanno facendo breccia. E così solo il 66% degli aventi diritto l’anno scorso ha scelto di proteggersi col doppio-vaccino (influenza e pneumococco), e così in Toscana finora ha faticato a decollare la campagna contro il meningoccocco C. Finora si sono vaccinate 750mila persone (oltre a 200mila bambini), e si attesta ancora sotto il 70% l’adesione degli adolescenti, la fascia tra 11 e 20 anni. «Quella per cui invece si ritiene sarebbe importante - dice Menichetti - raggiungere l’immunità di gregge con una adesione di almeno il 95%».
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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