Gioco
Vagoni dismessi in fiamme «Forse un’azione dolosa»
A fuoco una vecchia carrozza di un treno merci nel deposito di Campaldo Sul posto trovati i resti di un bivacco, anche un boccetta per l’alcol e materassi
PISA. Un vecchio materasso, una pentola, un fornellino, una stufetta ormai fusa con le altre lamiere, carbonizzata insieme ai tondini e ai blocchi di metallo, alle travi di antiche ruote chissà da quanto tempo diventate reliquie ferroviarie, carcasse di treni dismessi, bruciate con le pareti in legno della carrozza. Per terra, poi, a pochi centimetri da questo binario morto, le uniche tracce che restano del rogo e di quelle che i vigili del fuoco non escludono possano essere le prove di «un’azione dolosa».
Perché è questa una delle piste che stanno seguendo gli uomini della Polfer guidata da Francesco Verduci per ricostruire l’origine dell’incendio che l’altra notte, intorno alle 4 e 30 del mattino ha distrutto due vagoni dismessi nell’area di deposito di Ferrovie di Campaldo, a poche centinaia di metri in linea d’aria dal cimitero di via Pietrasantina e dalla stazione di San Rossore.
Una grande area dedicata alla «movimentazione dei treni merci», spiegano da Ferrovie, ma di fatto da tempo diventata anche un cimitero per vagoni e carrozze inutilizzati, rottami, e un rifugio per spacciatori e sbandati.
A dare l’allarme è stata una pattuglia della Guardia di Finanza impegnata in un servizio di perlustrazione del territorio. Sono state le fiamme gialle a notare il rogo e ad avvertire i vigili, arrivati sul posto dopo pochi minuti. Uno dei due vagoni coinvolti è andato completamente distrutto, ne resta solo uno scheletro carbonizzato. È un braccio di un vecchio convoglio formato da carrozze merci per molta parte in legno abbandonate da tempo e diventate con tutta probabilità il ricovero o un nascondiglio.
Pompieri e polizia ferroviaria hanno ritrovato fra i resti anche bottiglie in vetro, borse per la spesa, rifiuti, cibo andato a male, carta stagnola, con tutta probabilità usata per confezionare dosi di droga, e poi una boccetta di alcol, forse usata per appiccare le fiamme.
Non è detto dunque che sia stato un incidente. Gli inquirenti sospettano possa trattarsi anche di un regolamento di conti fra spacciatori. Un blitz per fortuna finito senza conseguenze drammatiche.
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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