Il Tirreno

Pisa

«Ti voglio bene» le ultime parole all’amico Guidino

di Sabrina Chiellini
«Ti voglio bene» le ultime parole all’amico Guidino

Genovesi, suo partner nella trasmissione “Panni sporchi” in onda su 50 Canale, ricorda la visita in ospedale a Cisanello

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PISA. I riflettori di “Panni Sporchi”, la trasmissione comica che Niki Giustini conduceva insieme a Guido Genovesi, sull'emittente 50 Canale, rete con la quale aveva già lavorato nella trasmissione “Comici” condotta con Graziano Salvadori e Andrea Buscemi, si sono spenti di mercoledì. E nello stesso giorno della settimana l' attore, comico e conduttore televisivo, se n'è andato. «Non può essere solo un caso», si lascia andare l’ex gieffino Guidino, l'amico di vecchia data con il quale era nato un buon rapporto di amicizia. E Guido racconta il suo grande dolore senza rinunciare a qualche momento di ironia che Niki avrebbe apprezzato. Ricorda come si sono lasciati, cosa si sono detti per l'ultima volta prima che Niki venisse sedato e mantenuto in coma farmacologico. È la storia di due uomini, faccia a faccia con una realtà che fa paura. Il loro saluto oggi suona come un commiato. Come se entrambi avessero sempre saputo (e taciuto a loro stessi) che quella stretta di mano e quell'abbraccio avrebbero potuto anche essere gli ultimi.

«Niki se n'è andato proprio di mercoledì, il giorno che registravamo la nostra trasmissione - dice Guido, che ieri è rimasto per tutto il giorno all'obitorio -. Se n'è andato dopo un mese esatto di rianimazione, un mese durante il quale ho tenuto dentro tutti i miei pensieri e le mie speranze. Non abbiamo registrato altre puntate della trasmissione». Impossibile non tornare al giorno in cui, dopo aver aspettato a lungo Niki per registrare una puntata del tg satirico, l'ex gieffino aveva saputo che l'amico era ricoverato a Cisanello. «Il primo giorno che sono venuto a trovarti in ospedale, a fatica mi hai detto tre cose: “Allora, la trasmissione?”. Ho risposto che non l'avevo fatta. E come facevo a farla senza di lui?».

Poi, e qui Guido si commuove mentre ricorda quei momenti che poi ha descritto anche sul suo profilo Facebook, “mi cercò la mano e mi disse: ti voglio bene Guido…”. Un brivido attraversò i pensieri del conduttore televisivo. «Avrei preferito non sentirle quelle parole. Niki era sempre stato uno di poche effusioni. Mi è sembrato un saluto insolito, come se volessi dirmi: “Anche se in tutti questi anni non te l'ho mai detto, sappi che ti voglio bene…”. Un istante dopo mi disse di andare via, come se non volesse essere osservato e ricordato così. Un invito di cui fare tesoro. Non lo farò. Lo ricorderò per le due cose che mi ha detto, per i nostri dieci anni di trasmissione insieme e per quel “ti voglio bene” che porterò sempre nel mio cuore».

Ma chi era Niki? «Un uomo simpatico e buono. Così lo ha definito il mio babbo quando gli ho detto che è morto. Niki era proprio così. Semplice, autoironico. Scherzava molto sul suo peso. Era sempre in ritardo. Anche quel mercoledì. Era in ritardo, dovevamo registrare. E lui, contrariamente al solito, non mi aveva inviato neppure un messaggio. Non era da lui. Poi Salvadori mi disse che era stato ricoverato. Pancreatite. Fino a quel momento non sapevo nemmeno cosa fosse. In questi giorni abbiamo sperato. Non c'è l'ha fatta. Quando arriva il destino, ritardi non ne ha».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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