Il Tirreno

Pisa

Villetta distrutta dalla frana il tempo si è fermato al 2014

di Sharon Braithwaite
Villetta distrutta dalla frana il tempo si è fermato al 2014

Dopo la scampata tragedia la famiglia Grassotti attende ancora giustizia «Quella casa è un monumento all’indifferenza. Non deve più succedere»

4 MINUTI DI LETTURA





SAN GIULIANO TERME. Niente è cambiato in via Fattori. Sono passati più di due anni dalla frana che ha distrutto la casa della famiglia Grassotti, ma è tutto rimasto fermo alla sera del 17 dicembre 2014. Mario Grassotti, la moglie Maria Teresa Corti, le figlie Aurora e Chiara e il fidanzato di quest'ultima stavano cenando. Una serata in compagnia e di ordinaria tranquillità, interrotta improvvisamente dall'insolito abbaiare di Tex: il border collie aveva sentito prima di tutti che la collina stava per crollare e con il suo insistente guaire ha attirato l'attenzione dei suoi padroni, salvandoli. Un vero e proprio miracolo.

I Grassotti uscirono dalla loro abitazione pochi secondi prima che un mare di terra e detriti la sommergesse. Oggi la graziosa casina rosa è ancora devastata dalla furia della natura. Si intravedono dei teli di plastica che coprono alla meglio quanto rimane dell'edificio. La tettoia sul retro è sbriciolata sull'auto di famiglia, una Renault verde. Macerie ovunque. S'intravede il tetto sventrato dal pendio crollato.

La struttura che è miracolosamente rimasta in piedi, è segnata da profonde crepe. È un colpo al cuore vedere tale distruzione, specie per chi tra quei muri ha vissuto per anni. «È estremamente doloroso tornare lì. La nostra casa è un monumento all'indifferenza - dice Maria Teresa Corti -. Abbiamo subìto un'ingiustizia più grande di noi. Dobbiamo far sì che una cosa simile non accada mai più». Dal marzo 2013 al dicembre 2014 la collina aveva già dato segni di instabilità e i Grassotti lo avevano fatto presente al Comune.

Un'indagine della Procura stabilirà se ci sono dei responsabili. «Siamo in attesa, nelle mani della giustizia, pur sapendo che i tempi saranno lunghi», commenta la madre di famiglia che negli ultimi 24 mesi non ha ancora potuto recuperare i suoi averi, i ricordi di una vita. In seguito al tragico evento, la famiglia Alessi, proprietaria del terreno franato ha effettuato le cosiddette opere di "sgaggiamento" e rimozione dei detriti. «Stiamo chiedendo insistentemente che vengano fatti degli interventi di vera messa in sicurezza del pendio. Per ora sono state fatte solo cose a nostro parere non risolutive - afferma Corti -. Il pendio oggi non è rassicurante. Non possiamo neanche mandare degli operai per vedere di recuperare qualcosa perché non sappiamo se ci sia una totale sicurezza. Non c'è una relazione tecnica che ce lo garantisce». Corti aggiunge che per rimuovere i detriti dalla sua proprietà sono necessarie grosse ruspe e una cifra imponente «che non ci possiamo proprio permettere. Sulla nostra abitazione gravano trenta grossi geoblocchi mescolati alle macerie». Quando nell'agosto 2016 è avvenuto il terremoto nelle regioni del centro Italia, la famiglia Grassotti ha vissuto nuovamente la tragedia. «Uno strazio simile al nostro l'hanno vissuto i terremotati di Accumoli e Amatrice. Ma almeno loro sono stati aiutati - afferma Corti -. Noi abbiamo fatto tutto con le nostre forze. Il sindaco a suo tempo ci chiese se avevamo bisogno di un alloggio ma noi ne avevamo già uno. Per noi il Comune non ha speso un euro e la Regione non ha fatto niente. Abbiamo potuto ricominciare a vivere grazie alla casa di mio padre». I sangiulianesi hanno seguito con interesse e preoccupazione questa vicenda. La perdita della propria casa è un evento che terrorizza ognuno di noi.

«La gente ci chiede spesso aggiornamenti e notizie: se rientreremo nella nostra casa, perché è ancora tutto fermo, se mai recupereremo le nostre cose. Ma noi stessi non sappiamo cosa rispondere, né cosa fare. Tutti si immedesimano nel nostro dramma e si chiedono "e se fosse successo a noi? - dice ancora Corti -. La zona è ancora sotto sequestro? Non sappiamo nulla". Ancora oggi, dunque, la famiglia Grassotti non può accedere alla sua proprietà che in parte è sommersa da un terreno appartenente ad un altro soggetto. «La rimozione della terra non spetta a noi ma ad Alessi, vicino di casa dei Grassotti. Si tratta di una proprietà privata - sottolinea Sergio Di Maio -. Alessi ha eseguito le opere di messa in sicurezza in base alle prescrizioni del Comune. Il pendio è stabilizzato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web