Toscana
Smercio di droga pedinati e arrestati due spacciatori
Blitz nell’area di Migliarino dopo alcuni giorni di indagini I carabinieri hanno anche sequestrato cocaina e hashish
VECCHIANO. Li hanno stanati nel loro ambiente naturale, quello dello spaccio nell’area intorno alla pineta di Migliarino. Un intervento preceduto da giorni di appostamenti. Poi il blitz concluso con due arresti e il sequestro di cocaina e hashish.
È successo mercoledì sera in quella zona conosciuta per essere un mercato a cielo aperto per chi compra e vende droga. I due fermati, marocchini di 27 e 37 anni, aspettavano i clienti in macchina dietro una rete nascosta dalla vegetazione in via dell’Idrovora.
Alla loro individuazione i militari del nucleo operativo e radiomobile sono arrivati dopo aver messo insieme una serie di elementi utili a circoscrivere la zona per bloccare i pusher.
L’operazione ha avuto un respiro più ampio con diversi controlli avviati nel più ampio quadro del contrasto allo spaccio di droga.
Sono stati i carabinieri della Compagnia di Pisa per la parte cittadina e quelli dei comuni vicini a muoversi nei luoghi dello spaccio.
Nel tardo pomeriggio gli sforzi si sono concentrati nella pineta di Migliarino, emporio storico per lo smercio di sostanze stupefacenti.
Dopo diversi giorni di indagini, capaci di avere il dettaglio ai militari le dinamiche tra spostamenti e attese degli spacciatori, mercoledì i carabinieri hanno concretizzato i controlli. Intorno alle 22 i due marocchini sono stati perquisiti e sorpresi in possesso di 32 grammi di cocaina e 13 di hashish, già suddivisi in dosi destinate allo spaccio, oltre a 935 euro in banconote di diverso taglio.
Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, i nordafricani erano soliti sistemarsi in corrispondenza della strada, in via dell’Idrovora, nascosti dietro una rete occultata da vegetazione spontanea. Poi aspettavano in macchina l’arrivo dei clienti ai quali vendevano la droga. Le numerose vie di fuga a piedi hanno sempre permesso ai due di portare avanti lo spaccio in modo relativamente tranquillo.
L’abitudine di luogo e tempi li ha fatti diventare vulnerabili. E così i carabinieri hanno preceduto le loro mosse e li hanno fermati all’inizio di quella che avrebbe dovuto essere una “giornata di lavoro” che si è conclusa al Don Bosco.(p.b.)
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