Gioco
«Risultati possibili grazie a un nuovo metodo di lavoro»
PISA. L'emblema è il rudere di Lungarno Galilei, ultimo ricordo della guerra in città. È lì, in bella mostra - si fa per dire - nonostante gli sforzi e le azioni che l'amministrazione comunale sta...
PISA. L'emblema è il rudere di Lungarno Galilei, ultimo ricordo della guerra in città. È lì, in bella mostra - si fa per dire - nonostante gli sforzi e le azioni che l'amministrazione comunale sta mettendo in campo negli ultimi anni.
Un'ordinanza, disattesa. Un esposto alla Procura. E adesso una nuova richiesta alle autorità giudiziarie, per cercare di smuovere quello che rischia di diventare un monumento al degrado.
Alla fine dello scorso anno, i casi su cui mettere le mani erano 25: luoghi non custoditi, trasformati in rifugio per i disgraziati e sede di traffici illeciti. Svela il dirigente del Comune Simone Consani: «Nel redigere la mappa che dà uno sguardo di insieme al lavoro svolto dal Comune nel 2016 mi sono sorpreso a contare che i casi trattati erano il doppio, cinquanta. Gran parte di questi, però, risolti, a testimonianza che il metodo utilizzato dà i suoi frutti».
Questione di metodo. «Lo abbiamo cambiato nel tempo, come abbiamo cambiato pure passo - dice il sindaco Marco Filippeschi - Un metodo che punta alla trasparenza. Abbiamo concentrato sull'ufficio del sindaco il coordinamento delle azioni da fare per contrastare il degrado urbano. Il motivo? Abbiamo capito che uno dei problemi che si incontrano quando si cerca di risolvere un caso, è proprio il coordinamento tra gli uffici del Comune, ad esempio, nel caso in cui si deve trovare, per le azioni da compiere, la convergenza tra i vari uffici competenti. E altrettanto avviene quando si deve trovare accordo con altri enti o istituzioni: senza il governo centrale del problema è difficile raggiungere certi risultati. Noi li stiamo ottenendo, anche su situazioni critiche».
Le risposte, a parte quelle fondamentali che rimangono assicurate dalla presenza delle forze dell’ordine, sono molte: dall’illuminazione alla rimozione delle aree di degrado, alla videosorveglianza, alla pulizia di strade e piazze.
Nel centro storico molte sono state le iniziative anti-movida con ordinanze mirate a limitare il consumo di alcol e spaccio e a garantire il riposo notturno ai residenti.
Un esempio del lavoro svolto dal Comune è rappresentato dal recupero dell’ex area Galazzo: un esempio dei lasciti negativi dalla crisi nell’ex zona operaia di Porta a Mare; liberata l’area e proprietà venduta a una società che realizzerà parco e spazi commerciali.
O ancora, la Terrazza Belvedere a Tirrenia: i lavori sono in corso da parte del privato, saranno conclusi nei primi mesi dell’anno. Il Comune curerà l’illuminazione pubblica e l’arredo urbano. Sono state anche tolte le bancarelle perché senza autorizzazione.
E poi la repressione degli abusi sui terreni agricoli con demolizione delle strutture illegittimamente realizzate a Putignano, in Barbaricina, in Golena d’Arno. Dopo aver superato quello della Bigattiera, si punta al superamento del campo nomadi di via Maggiore a Putignano.
E poi il cosiddetto rudere Pampana in Lungarno Galilei: «Una vergogna per la città - spiegano dal Comune -, abbiamo fatto ricorso al giudice per vincere questa battaglia, proprio come nel caso dei ruderi di via Viaccia».(e.ch.)
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