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Misericordia, la Curia esce dalla gestione

Pietro Barghigiani
Misericordia, la Curia esce dalla gestione

Approvato il nuovo statuto, l’arcivescovo non nominerà più gli amministratori. Debito in calo

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PISA. La curia è fuori dalla gestione della Misericordia. L’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto non nominerà più tre magistrati nel consiglio e si limiterà solo all’indicazione di un correttore spirituale. Dalla cura dei conti a quella, esclusiva, delle anime.

È un passo indietro nella governance dell’associazione di volontariato quello sancito con l’approvazione del nuovo Statuto che non prevede più alcun ruolo operativo o di influenza dell’arcivescovado nell’amministrazione della Misericordia. Dopo il sì dell’assemblea si aspetta solo l’ok della Regione per autorizzare la nuova forma gestionale di un ente che dai grandi numeri del passato - debiti compresi - si sta ricollocando nell’alveo del volontariato a vocazione maggioritaria con alcune attività di business rimaste per rispondere ai creditori che battono cassa da anni. Dai 70 dipendenti si è scesi a 22. In mezzo anche la dolorosa decisione, soprattutto per chi l’ha subìta, di 32 licenziamenti. Era il 2013 e la Misericordia con i suoi 12 milioni di euro di buco era un’azienda avviata al fallimento. Non che ora sia florida, ma a sentire il presidente della Misericordie toscane, Alberto Corsinovi, lo spettro della liquidazione non è più una minaccia incombente. Siamo al terzo commissariamento. Dopo il commercialista Luigi Marchetti e l’ex presidente della confederazione nazionale delle Misericordie, Gabriele Brunini, ora al comando c’è Enrico Dini, presidente dell’associazione Misericordie Pisane. Per il 23 gennaio è fissata l’assemblea straordinaria. Le comunicazioni del commissario e alcuni lavori al cimitero di via Pietrasantina sono i punti all’ordine del giorno.

«Il commissario straordinario Dini sta lavorando bene – esordisce Corsinovi –. E in occasione dell’assemblea farà il punto su quanto fatto finora. I posti di lavoro sono stati salvaguardati e anche l’aspetto dei debiti viene fronteggiato in modo coerente. Ci sono i servizi sociali, il cimitero e le onoranze funebri. Il miglioramento della situazione finanziaria è il frutto dei maggiori servizi che equivalgono a un incremento dei rimborsi. Grazie al coinvolgimento dei volontari ci sono più margini negli introiti delle attività. E così si possono affrontare meglio anche i creditori».

 

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