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E le bancarelle dovranno lasciare piazza Manin

E le bancarelle dovranno lasciare piazza Manin

PISA. Una collocazione temporanea, di qualche anno, oltre il muro che separa piazza del Duomo dall’area del Santa Chiara. Poi una sistemazione definitiva nella zona dell’ex pronto soccorso dove sarà...

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PISA. Una collocazione temporanea, di qualche anno, oltre il muro che separa piazza del Duomo dall’area del Santa Chiara. Poi una sistemazione definitiva nella zona dell’ex pronto soccorso dove sarà costruita una piazza. Comincia a muoversi qualcosa sul fronte delle bancarelle di souvenir, ora in piazza Manin. Un motivo è il varo del nuovo piano del commercio, che dovrebbe essere pronto entro gennaio. Non si escluda poi l’esigenza di ulteriori misure di sicurezza nei dintorni di Piazza dei Miracoli dopo l’attentato terroristico di Berlino: la tendopoli di piazza Manin è qualcosa che deve essere risolto. Così il Comune è tornato ad aprire sull’ipotesi di mettere le bancarelle nell’area del Santa Chiara, dove si trovano le cappelle mortuarie. Per ora un’idea appena accennata, mentre bancarellai ed associazioni attendono di vedere su carta i progetti. Secondo le prime indicazioni, potrebbero essere fatte nel muro non più di due aperture e questo non piace, perché le attività ambulanti resterebbero troppo nascoste rispetto al flusso dei turisti. Peraltro questa soluzione sarebbe legata ad una concessione della durata di tre anni, mentre la sistemazione definitiva nella zona dell’ex pronto soccorso (chiamata Umi 1) è una prospettiva a lunga scadenza.

«E’ comunque un inizio di discussione», dice Giulio Garzella, coordinatore area pisana di Confesercenti. L’associazione da un anno è tornata a spingere per l’attuazione del progetto che aveva commissionato già nel 1996 all’architetto Salvatore Re, peraltro approvato dall’amministrazione Floriani (ottobre 1997). Poi nel 1998, con l’arrivo del nuovo sindaco Fontanelli, le cose cambiarono. Venne individuata come sede definitiva delle bancarelle l’area della caserma Bechi Luserna che sarebbe diventata il nuovo terminal turistico della città, mantenendo le strutture in Piazza dei Miracoli in via temporanea. Il progetto di Re prevede l’apertura nel muro di cinta di sei accessi con portali in ferro battuto. Da lì si accederebbe in un’area che sarebbe trasformata in una piazzetta, demolendo le strutture, dove collocare i banchi che proseguirebbero anche nel corridoio lungo le mura che conduce all’ex pronto soccorso.

Ancora però dal Comune non sono arrivate indicazioni precise, in attesa di nuovi incontri. Nell’area del Santa Chiara dovrebbero rientrare anche i banchi che sono in piazza dell’Arcivescovado, non solo i 44 di piazza Manin, per un totale di circa sessanta. Per questo si renderebbe necessaria la demolizione delle strutture presenti, con costi che i bancarellai non vorrebbero a loro carico, dovendo già sostenere quelli per le nuove attrezzature. «D’altra parte si tratta di commercio su suolo pubblico», fanno notare dalla Confesercenti. «Siamo interessati ad approfondire questo percorso - dice Garzella - ma servono proposte concrete e non solo accennate». Tanti tasselli devono ancora andare a posto, l’unica certezza è che le bancarelle non rientreranno in piazza Duomo, ormai quasi libera dalle impalcature del cantiere del Museo delle Sinopie.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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