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Pisa

Timbri falsi sulle pratiche, condannato ex geometra

Timbri falsi sulle pratiche, condannato ex geometra

Due anni per truffa: contestati al professionista incassi per almeno 100mila euro. Terreni “trasformati” in edificabili solo per ottenere soldi dai clienti raggirati

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PISA.  Gli incarichi dei clienti erano autentici. Quello che veniva prospettato dopo dal professionista un po’ meno. Nel frattempo le notule venivano pagate, anche se poi i risultati non arrivavano.

Accusato di truffa per aver rappresentato a chi si era fidato di lui situazioni non vere o travisate, Sergio Barsotti, 59 anni, originario di Cascina e residente a Pisa, è stato condannato a 2 anni senza la sospensione condizionale. Assolto perché la depenalizzazione del reato dall’accusa di falso in scrittura privata. Il giudice Paola Giovannelli ha disposto anche una provvisionale complessiva inferiore ai 25mila euro per le due parti civili tutelate dagli avvocati Andrea Lupetti e Gianna Borghesi con il resto delle somme da risarcire da stabilire a livello civilistico.

Per l’accusa Barsotti, cancellato dall’albo dei geometri nel 2014, si sarebbe intascato almeno 100mila euro dai clienti - solo due si sono costituiti al processo - ai quali prospettava avanzamenti e opportunità nelle pratiche affidate che di fatto neanche venivano presentate negli uffici comunali.

Il terreno diventava edificabile con un timbro. Le tasse di successione pagate per conto dei clienti con un modello F23 taroccato. E poi le richieste di soldi per incarichi professionali ritenuti inesistenti.

Tra i vari episodi contestati all'imputato ce ne sono diversi che, nell'ipotesi dell'accusa, rappresentano il geometra più intento a costruire pratiche basate sul nulla, ma efficaci al momento di battere cassa con gli onorari, che a lavorare su committenze concrete. C'è il caso di un terreno a Oratoio "trasformato" in edificabile con tanto di timbro comunale sul documento consegnato alla cliente. Solo che il sigillo era falso. Apposto da Barsotti, stando alla Procura, per far credere quello che non era traendone un vantaggio finanziario. Non solo. Ci sono le tasse di successione mai versate per le quali il professionista aveva ricevuto i soldi dei clienti. La ricevuta di pagamento del modello F23 era fittizia. Ma anche la necessità prospettata ai committenti dei lavori di dover pagare alcune perizie geologiche che, al contrario, per l'accusa erano inesistenti e necessarie solo sulla carta. Quando poi i documenti, che per l'accusa erano stati modificati a uso e consumo del professionista per dimostrare l'attività svolta, in astratto a favore dei clienti, hanno iniziato a circolare anche negli uffici comunali, il meccanismo si è inceppato. In alcuni casi l'atto al centro della disputa legale riportava timbri e sigle di Palazzo Gambacorti. Nel momento in cui il personale degli uffici tecnici se ne è accorto, sono partite le segnalazioni alla magistratura. Dalla citazione a giudizio alla sentenza, Barsotti, assistito dall’avvocato Michele Orsitto, non è mai comparso in aula.

Pietro Barghigiani


 

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