Il Tirreno

Pisa

Il regalo di Michela: dona i suoi capelli ai malati oncologici

di Sharon Braithwaite
Michela insieme al parrucchiere esibisce la treccia appena tagliata
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Michela insieme al parrucchiere esibisce la treccia appena tagliata

La studentessa dell'università di Pisa dopo sei anni si è tagliata la treccia e l'ha messa a disposizione di un'associazione che la donerà a chi non potrà permettersi una parrucca

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PISA. Cosa c'è di più bello di un dono, a poche ore dalle festività più legate alla solidarietà e allo stare insieme? Michela Belcore, studentessa ventenne di biologia all'università di Pisa, nata a Bologna da mamma pugliese e papà campano, ha scelto le colonne del Tirreno per lanciare un appello: «Per fare del bene non è necessario spendere soldi. Io ho scelto di donare i miei capelli ad un'associazione pugliese che fabbrica parrucche vere per pazienti oncologici e le dona a chi ne fa richiesta e non può permettersi di acquistarne una. Ma di associazioni del genere ce ne sono tantissime, il problema è che non tutti sanno che esistono».

L'iniziativa di Belcore è davvero lodevole. Ha voluto aspettare che i suoi capelli raggiungessero la lunghezza di almeno 20 centimetri per poterli donare a chi soffre, a chi li ha persi a causa di una malattia grave e non può permettersi costose parrucche finte. La chemioterapia serve a bloccare la riproduzione di cellule tumorali, ma allo stesso tempo può produrre effetti collaterali come la caduta dei capelli, parziale o totale.

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La chioma, specialmente per le donne, è un tratto distintivo della femminilità e perderla è un ulteriore trauma che si aggiunge al dramma di aver contratto la malattia. Attualmente non esistono metodi in grado di prevenire la caduta dei capelli, anche se alcuni farmaci sono in fase di sperimentazione. Le parrucche di capelli veri possono rappresentare un sollievo a chi soffre di qualsiasi tipo di calvizia. «Vorrei che le persone sappiano dell'esistenza di alcuni meccanismi virtuosi per utilizzarli e diffonderli - dice Belcore -. Dopo aver letto su Internet di iniziative di questo genere ho deciso di non tagliarmi i capelli, salvo qualche spuntatina. E così, martedì 20 dicembre, mi sono recata dal mio parrucchiere di fiducia, "Chloé", per tagliare la mia treccia di 30 centimetri. Ne bastavano venti, ma ho voluto raggiungere questa lunghezza così sarà possibile ricavarne una parrucca più ampia».

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Il regalo di Belcore al prossimo è racchiuso in una scatola spedita con posta prioritaria a "Un angelo per capello", un progetto nato nel 2014 nel Comune di Santeramo in Colle (Bari), che si occupa di raccogliere le ciocche di consegnarle ad una ditta specializzata. Poche ore prima della spedizione del pacco, Belcore ha effettuato una donazione di sangue intero all'Avis di piazza Vittorio Emanuele 18. «Direi che sono a posto per almeno un mesetto - commenta la giovane -. Con il mio appello spero di innescare nelle persone la voglia di donare».

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