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Pisa

Appello per annullare altri cinque Daspo

Appello per annullare altri cinque Daspo

Dopo le sentenze favorevoli del Tar presidio in prefettura per chiedere lo stop del provvedimento

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PISA. «Non si possono dare i Daspo a chi contesta durante manifestazioni politiche». Dopo la decisione del Tar di accogliere i tre ricorsi presentati dalle persone colpite dal Daspo dopo gli eventi del 13 e 14 novembre 2015 a Pisa, il comitato “No Daspo di piazza” chiede giustizia anche per le altre cinque persone a cui è stato vietato di andare allo stadio. Un fatto unico in Italia è stato detto ieri durante il presidio davanti alla prefettura. Secondo il Tar la questura ha quindi interpretato in modo le modifiche legislative inserite nel pacchetto sicurezza 2014. Due sentenze diverse per la manifestazione davanti al Comune contro gli sfratti e per quella sui lungarni dove veniva contestato un comizio della Lega, ma in entrambi casi le diffide sono state tolte.

L'avvocato Tiziano Checcoli, che ha seguito il caso insieme ai colleghi Ezio Menzione e Gianna Fiaschi, afferma: «Sono le prime che si sono occupate dell'interpretazione del Daspo da parte della questura. In entrambi i casi si parla della necessità di una occasionalità e di una causalità rispetto alle manifestazioni sportive. La fase successiva è chiedere al prefetto di revocare gli altri provvedimenti che non sono stati impugnati al Tar ma che sono stati impugnati davanti al prefetto che non ha risposto ha nessuno dei cinque ricorsi. Si spera che il prefetto prenda atto di quanto ha deciso il Tar». Tiziana Nadalutti di Una città in Comune spiega: «È stata una condanna politica. Si cerca di impedire ai cittadini di partecipare a manifestazioni legittime». Al presidio c'erano anche alcune persone colpite dal Daspo di Piazza come Giuliano: «C'è stata molta solidarietà da parte della gente che ha permesso almeno a tre persone di ricorrere al Tar. Stiamo scontando una limitazione della libertà senza alcun diritto alla difesa. Non ci è stato fornito nemmeno un video dove si documentano i reati di cui siamo stati accusati». Il reato contestato è l'istigazione a delinquere, per quanto riguarda chi ha partecipato alla manifestazione anti Lega, per alcune frasi dette al megafono. «L'altra anomalia - prosegue Giuliano - è che non ci è ancora arrivata la denuncia penale, nel frattempo stiamo scontando le limitazioni dovute al Daspo. Tutto questo senza aver avuto un processo». Alla fine ha parlato anche Marzia, un’altra a cui è stato tolto il Daspo: «Adesso vogliamo giustizia anche per tutti gli altri».

Andrea Chiavacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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