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Due donne salvano un autista dall'infarto: premiate in Comune
Colpito da infarto: dramma evitato grazie all’intervento con il defibrillatore. Cerimonia in Comune, commovente abbraccio con la moglie dell’uomo
PISA. «Questa ragazza non ha salvato una sola vita, ma tre. La mia, quella di mio marito e l'esistenza di mio figlio di 12 anni». Patrizia Niccolai piange. Ma più che di disperazione, questa volta sono lacrime di gioia. O quasi. Niccolai è la moglie di Alessio Balestri, l'autista di scuolabus di 48 anni che martedì scorso al centro Enrico Fermi di Ospedaletto, è stato colpito da un infarto durante la pausa pranzo. E salvato da quel mix di conoscenze, attrezzature disponibili e dalla perfetta sequenza di interventi che Chiara Marrocco, 41 pisana dipendente della Valdarno srl (società in liquidazione partecipata dal Comune di Pisa) e Giuseppe Fiorenza, dipendente comunale, hanno praticato sul corpo del 48enne con uno dei cinque defibrillatore installati anni fa nello stabile di via Bellatalla.
Un intervento che a Balestri è risultato vitale (dopo circa venti minuti è stato "prelevato" dai sanitari del 118 e trasferito nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Cisanello) e a Marrocco e Fiorenza è valso il riconoscimento del sindaco e dell'amministrazione comunale. "Assegnato", nella Sala delle Baleari, durante l'annuale scambio di auguri tra il primo cittadino, la giunta e i dipendenti comunali, "animata" dal toccante incontro tra Niccolai e i due a cui il 48enne autista di scuolabus deve la vita. «Sono qui per conoscere chi ha salvato mio marito - dice Niccolai -, perché è grazie a loro che lui è ancora tra noi».
Loro, i due "salvatori", non si sentono però degli eroi. «Abbiamo fatto quello che avrebbero fatto tutti», ripetono Fiorenza e Marrocco, quest'ultima giunta a Palazzo Gambacorti con il defibrillatore che ha rianimato Balestri per testimoniare la necessità di installare in tutti i luoghi pubblici gli strumenti salvavita. «È merito del defibrillatore se adesso possiamo gioire per una vita salvata - commenta la 41enne dipendente della Valdarno prima di ricevere dal sindaco la targa assegnata "per aver salvato una vita umana" -. Sono qui non per ricevere un riconoscimento, ma per testimoniare l'importanza della diffusione e dell'uso del defibrillatore». (d.r.)
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