Gioco
Un divorzio da evitare ecco perché l’ha uccisa
PISA. La pietra angolare è il movente: il divorzio avrebbe colpito il patrimonio di famiglia. Quello che, secondo l’accusa, per Antonio Logli è più sacro della vita. Roberta Ragusa la notte del 13...
PISA. La pietra angolare è il movente: il divorzio avrebbe colpito il patrimonio di famiglia. Quello che, secondo l’accusa, per Antonio Logli è più sacro della vita. Roberta Ragusa la notte del 13 gennaio scopre Antonio con l’amante al telefono. E che amante: Sara Calzolaio, segretaria dell’autoscuola “Futura” e baby sitter dei figli. Scenata, lite e poi la colluttazione con il decesso della donna e la distruzione del suo cadavere. È lo scenario disegnato dalla Procura. Che nella partita contro l’imputato cale diverse carte.
Il 15 gennaio 2012 dice a Sara di distruggere i cellulari usati per le loro conversazioni e anche le e-mail dalla posta elettronica e di ogni dato che potesse ricondurre al loro rapporto. Ci sono poi i graffi sul viso dell'uomo il giorno successivo alla scomparsa della moglie. Per l' accusa le giustificazioni contrastanti rese dall'imputato sono significative. Alla collaboratrice domestica riferisce di aver urtato uno spigolo di un mobile e ai carabinieri di essersi ferito con delle foglie di un ulivo. Sostiene Loris Gozi che Logli si è presentato sia la mattina che il pomeriggio di sabato 14 alla sua abitazione, chiedendo se la notte precedente avessero visto o sentito qualcosa. Un'intercettazione ambientale prova, per la Procura, che Logli sapesse dell'avvistamento notturno da parte di Gozi, testimone della presunta lite tra moglie e marito in via Gigli. "Chi l'ha visto?" fece un servizio su un testimone oculare dicendo che l'incrocio Gozi-Antonio si sarebbe materializzato in via Dini, davanti alla casa dei Logli. In un'intercettazione in auto con un amico elettricista, Manuel, però, fa una verifica sull'avvistamento in via Gigli, dove Gozi sostiene di averlo visto, ma quella strada non era stata indicata nel servizio televisivo. E poi quello che viene ritenuto l’asso. Il racconto di Gozi che, prima a mezzanotte e mezzo e poi intorno alle una, sostiene di aver visto Logli da solo e poi litigare con una donna. Per la Procura sono tasselli che, messi insieme, giustificano oltre ogni ragionevole dubbio una condanna a 20 anni.(p.b.)
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