Il Tirreno

Pisa

Scoperti a rubare i ladri fuggono saltando dalla finestra

di Pier Luigi Ara

In una casa di piazza Padella a Montemagno: erano in due Spariti dopo un volo di oltre 3 metri portando via monili d’oro

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CALCI. La padrona di casa entra dalla porta. E i ladri fuggono dalla finestra. Una scena che ricorda vagamente certi film comici del passato. È accaduto a Montemagno, il borgo collinare caro a Gabriele D'Annunzio, che qui piantò i cipressi non lontano dalla chiesa, a Giovanni Papini e ad Ardengo Soffici. «Questo nostro paese era una specie di isola felice. Ma non lo è più. La preoccupazione della gente è comprensibile. Non si vive tranquilli». Paola Marconi, giovane donna di una famiglia con radici profonde nell'alta frazione della Valgraziosa, è ancora sotto choc dopo il blitz dei ladri, i quali l'altro pomeriggio hanno “visitato” l'edificio di piazza Vittorio Veneto, che i residenti chiamano da sempre piazza Padella. Accanto sorge la trattoria di Marco Chiletti, punto di riferimento per chi ama la cucina controcorrente. I genitori di Paola, Edo e Siria, hanno fatto un po' la storia della località. Edo è stato eletto tra l'altro Mister del monte pisano. Adesso Edo e Siria sono morti, a poca distanza l'una dall'altro. Nell'edificio, su tre piani, vive oggi Paola con il marito Gino, noto tappezziere. «Erano passate da poco le diciotto, quando ho sceso le scale del terzo piano insieme al mio cane lupo, che abbaia al minimo rumore. Stranamente in questa occasione non ha dato segni di nervosismo. Appena uscita all'aperto, ho udito un frastuono piuttosto strano. Il cane ha abbaiato, ho guardato verso il primo piano nell'appartamento dove hanno abitato babbo e mamma. Ho visto che era accesa la luce. Ho risalito le scale, ho aperto la porta. Pochi attimi. Appena il tempo bastato ai ladri per scappare, gettandosi da una finestra compiendo un salto di tre o quattro metri, sulla parte posteriore dell'edificio, dove c’è l’orto. La stessa parte dalla quale avevano fatto irruzione nell'appartamento sfondando un uscio di ferro e alluminio, forzandone la serratura».

Paola Marconi ha ricostruito la dinamica dell'accaduto recandosi ieri mattina alla caserma dei carabinieri dove ha presentato la denuncia. «Non so che dire - commenta - qualcuno ha visto due individui correre via attraverso la strada del Chiasso che conduce a Rezzano. Va da sé che, forse perché disturbati, gli indesiderati ospiti non hanno completato la loro opera, però sono riusciti ad arraffare monili ed alcuni oggetti, anche un orologio di mio marito. Ci siamo sentiti violati nella nostra intimità». Questo ennesimo episodio di criminalità ha destato ulteriore allarme nella popolazione che invoca maggiore sicurezza auspicando un controllo del territorio più assiduo, giorno e notte.

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