Il Tirreno

Pisa

«Quella partecipata è senza trasparenza»

di Sharon Braithwaite
«Quella partecipata è senza trasparenza»

Mannocci (Fli) chiede al Comune chiarimenti sulla Fondazione Cerratelli: sul sito niente bilanci e dati sul personale

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SAN GIULIANO TERME. «Che fine farà la Fondazione Cerratelli dal primo gennaio?». Lo chiede Giacomo Mannocci all'assessore al bilancio Carlo Guelfi. Con un'interpellanza presentata pochi giorni fa, il consigliere comunale di Noi Adesso San Giuliano - Fli denuncia la scarsa trasparenza sul sito istituzionale del Comune e della fondazione, riguardo il bilancio e gli amministratori.

La fondazione è nata nel 2005 per mettere insieme l'eredità e il patrimonio di oltre venticinquemila abiti di scena della "Casa d'Arte Cerratelli, Sartoria teatrale e cinematografica", fondata nel 1916 a Firenze dal baritono Arturo Cerratelli.

«Il Comune è un ente partecipante della Fondazione Cerratelli: nella sezione "amministrazione trasparente" del sito istituzionale dell’amministrazione non viene precisata la misura di partecipazione dell'ente e i dati relativi alla fondazione - che per legge devono essere pubblicati - non risultano aggiornati da tempo», dice Mannocci.

In effetti, consultando il sito web ufficiale di Palazzo Niccolini, alla voce "enti di diritto privato controllati (aggiornata al 18 febbraio), si visualizzano i dati aggiornati al 31 dicembre 2015, ma non ci sono né i informazioni relative ai bilanci recenti e ai compensi percepiti né i dati degli amministratori e si fa riferimento al sito della fondazione che è in fase di aggiornamento e sul quale non si accede ad alcuna cifra.

«Il presidente della Fondazione risulta essere l'ex sindaco Paolo Panattoni, ma il dato è aggiornato al 2012 - aggiunge Mannocci -. E i dati dei componenti del consiglio di amministrazione risultano aggiornati al 2005. Nessuna informazione per gli anni successivi. Se con Panattoni la fondazione doveva essere uno dei quattro pilastri cui su cui doveva reggersi l'attività del Comune, nell'attuale mandato essa pare essere improvvisamente sparita in un modo che ricorda la psicopolizia magistralmente delineata da Orwell nel romanzo 1984».

Secondo il consigliere di opposizione, «ciò fa sorgere il sospetto che l'attuale amministrazione non stia vigilando politicamente e giuridicamente sulla Fondazione e quindi si possa forse ipotizzare una culpa in vigilando anche dal punto di vista politico».

Le preoccupazioni di Mannocci riguardano anche le conseguenze dell'annunciato recesso della provincia dalla Fondazione a partire dal 1° gennaio 2017, con conseguenti maggiori responsabilità da parte del Comune. Nelle prossime sedute consiliari, Guelfi dovrà chiarire se tra poche settimane il Comune sarà l'unico ente partecipante della fondazione; i motivi del mancato aggiornamento della sezione "amministrazione trasparente" prevista per legge e se il Comune ha controllato l'attività della fondazione e sollecitato la trasmissione dei dati.

La giunta, inoltre, dovrà rispondere anche ad un'interrogazione scritta di Mannocci presentata a fine novembre, per spiegare le modalità di funzionamento della suddetta fondazione.

In tale atto Mannocci chiede se è vero che su essa gravano rilevanti perdite di bilancio e se un'autovettura di proprietà della fondazione è stata multata più volte negli ultimi due anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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