Gioco
Ruspe in azione, via alla demolizione del campo rom
Quello di Oratoio era il più grande della Toscana Molte famiglie se n’erano già andate volontariamente
PISA. Ruspe al campo rom abusivo di Oratoio, in via Maggiore. Era il più grande di Pisa e della Toscana con oltre 350 persone (soprattutto bambini) che ci vivevano. Da ieri, le ruspe dell'Avr stanno demolendo 15 baracche. Le 32 famiglie (157 persone in tutto) che abitavano lì sono già andate volontariamente in alloggi privati, visto che la maggior parte dei nuclei familiari aveva un capo famiglia con un lavoro. Le ruspe dell'Avr sono state “chirurgiche” perché non c'è stato bisogno dell'intervento o della presenza delle forze dell'ordine. Inoltre, le baracche da abbattere sono contigue a quelle dove vivono ancora 200 persone circa.
«La chiusura di queste aree, non solo non autorizzate e abusive, ma soprattutto insalubri e assolutamente non dignitose e rispettose della vita della persone che vi abitano, fa parte - ha detto il sindaco Marco Filippeschi - degli obiettivi di mandato. Abbiamo scelto di ridurre allo stretto indispensabile gli interventi della forza pubblica privilegiando il dialogo e l'accompagnamento sociale, una modalità di lavoro che, dati alla mano, ci sta dando ragione e quindi continueremo a muoverci in questa direzione. Non era e non è dignitoso che famiglie vivano in quelle condizioni»
« In questi mesi abbiamo fatto un lavoro di ascolto e mappatura delle diverse situazioni e stimolato le famiglie che ne avevano la possibilità a trovare una soluzione abitativa diversa dal campo, più salubre e idonea a crescere dei bambini - ha spiegato la presidente della Società della Salute Zona Pisana Sandra Capuzzi -. Il risultato è che ventotto nuclei adesso vivono in appartamenti nel territorio pisano e della Valdera, case che loro stessi hanno reperito sul mercato privato. Cinque nuclei, invece, si sono allontanati dal territorio pisano».
Sia il sindaco che l'assessore si augurano «che la Regione Toscana prenda atto degli sforzi che Pisa sta facendo sulla gestione di queste situazioni e che contribuisca con interventi mirati in tal senso».
Quando si insediò Filippeschi la presenza di rom sul territorio era di oltre 1.100 unità, mentre ora si superano di poco le 320 persone. I servizi sociali della SdS pisana stanno assicurando un accompagnamento di tipo sociale: «Stiamo seguendo caso per caso le diverse situazioni accompagnando le famiglie verso i servizi del territorio in cui sono andati a vivere - ha proseguito Capuzzi -. In particolare, visto il coinvolgimento di 78 minori, attraverso i nostri operatori ci siamo impegnati ad assicurare la massima collaborazione alle nuove scuole degli studenti nelle pratiche d'iscrizione e nell'inserimento scolastico. Dal punto di vista economico, invece, non si è proceduto al versamento di alcun tipo di contributo economico speciale: 17 famiglie hanno ricevuto una piccola somma quale deposito cauzionale per il contratto di locazione, in media circa 1.400 euro a nucleo, ma è lo stesso tipo di sostegno assicurato a tutte le famiglie in condizione di emergenza abitativa che riescono a trovare una casa in affitto sul mercato privato».
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