La protesta
I panini restano indigesti per gli stipendi non pagati
I tredici dipendenti del Burger King di Largo Cocco Griffi non riscuotono da settembre. S’innalza lo stato di agitazione, si pensa ad azioni di protesta
PISA. La posizione, almeno nelle intenzioni, sarebbe dovuta risultare strategica. Per il numero di potenziali clienti e per il conseguente giro di affari. A due anni dall'inaugurazione, quei propositi si sono trasformati in un percorso ad ostacoli, che vede il Burger King di Largo Cocco Griffi in un perenne stato di affanno che per le decine di dipendenti si è concretizzato in un cronico ritardo nel ricevimento delle spettanze. Inizialmente tollerato, ma adesso non più «sostenibile». Lo stato di agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali la scorsa estate e le pressioni dei rappresentanti dei lavoratori hanno avuto l'effetto immediato di smuovere la proprietà (il locale di ristorazione è gestito dal Gruppo Greco) e liquidare gli stipendi arretrati, anche per scongiurare un eventuale sciopero. Un refrain ripreso però lo scorso settembre. Da quando i tredici dipendenti (di cui tre inquadrati con posizioni manageriali) del punto pisano della catena internazionale di fast food attendono, per adesso invano, di riscuotere gli stipendi. Arrivati sempre a singhiozzo. Anche nei periodi di massima affluenza dei clienti. Che hanno contributo a gonfiare i fatturati, senza però mai farli schizzare alle stelle, come invece sperato nel giugno 2014, quando il Gruppo Greco (già attivo in molti altri settori e nella gestione del parcheggio scambiatore di via Pietrasantina, dove si sono verificati gli stessi ritardi nei pagamenti degli stipendi) ha deciso di investire nella ristorazione veloce puntando soprattutto su una posizione ritenuta inizialmente strategica. La concorrenza dei tanti fast food sorti nei dintorni di piazza dei Miracoli ha però limitato, soprattutto nei mesi di bassa stagione turistica, il giro di affari. Riverberandosi, quasi come un automatismo, sul personale, che da tre mesi continua a lavorare senza ricevere stipendi. Uno scenario che si è però ripetuto anche nei periodi migliori e che ha spinto, negli ultimi mesi, almeno quattro dipendenti a lasciare il posto di lavoro. Per altri due, assunti a tempo determinato nella stagione estiva, non si sono aperte invece le porte del rinnovo contrattuale. Lo stato di agitazione, sempre in atto, potrebbe trasformarsi in azioni di protesta più concrete, soprattutto dopo il 15 dicembre quando i dipendenti del fast food, tutti assunti con contratti a tempo indeterminato, sperano di ricevere gli stipendi e le mensilità arretrate.
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