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«Ora è giusto che i pisani comincino a gioire per questa B»

«Ora è giusto che i pisani comincino a gioire per questa B»

PISA. Andrea Abodi, presidente della Lega B, intervenendo telefonicamente al Neroazzurro di 50 Canale, ha voluto sottolineare alcuni passaggi delle complesse vicende societarie: «Si è continuato ad...

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PISA. Andrea Abodi, presidente della Lega B, intervenendo telefonicamente al Neroazzurro di 50 Canale, ha voluto sottolineare alcuni passaggi delle complesse vicende societarie: «Si è continuato ad insistere tra domanda ed offerta perché il risultato positivo deve essere il frutto di uno sforzo comune, la città di Pisa deve gioire. Quello che non mi è piaciuto è stato sentire che dietro questo momento del Pisa ci siano interessi miei personali addirittura anche con Petroni. La famiglia Petroni l’ho conosciuta solo a marzo, oppure si era parlato di una vicinanza con Gravina che non ho mai incontrato prima di questi eventi. Non mi piacciono queste insinuazioni. Nelle difficoltà di questi mesi quello che possiamo dire con orgoglio è che abbiamo lavorato con grande trasparenza per far sapere alla gente quello che succedeva. Da altre parti qualcuno ha ironizzato che io sia diventato il presidente del Pisa, non capendo quello che stava effettivamente accadendo. Lo ripeto perché va sottolineato».

Abodi ha sempre avuto sensazioni molto favorevoli dall’impatto della famiglia Corrado sulla trattativa: «Gli acquirenti sono persone perbene, investitori importanti che sanno anche di calcio e sono in grado di fare cose grandi in questa piazza. Quel mandato a vendere della famiglia Petroni era reale. Ora è giusto che i pisani gioiscano di questa serie B e che anche la Lega di B goda della tranquillità tanto attesa». Ora si attendono gli ultimi concreti passi: «Ho sentito Lorenzo Petroni ed ho sentito i Corrado e ho trovato la disponibilità e la voglia di trovare una soluzione da entrambe le parti nel tentativo di far convergere i numeri e le condizioni contrattuali. Rifarei più o meno tutto quello che ho fatto negli ultimi mesi, ma lo farei prima. Forse l’errore è stato quello di aver iniziato ad avere informazioni puntuali solo verso agosto e lasciare che le cose andassero per la propria strada per troppo tempo, perché pensavo che ci fossero interlocutori con una propria fisionomia. Ho aspettato troppo e devo ringraziare anche Ivan Zazzaroni perché il fatto di aver chiamato tutti quel giorno a San Rossore ha accelerato i tempi, facendo emergere qualcosa di più forte e funzionale. Il mandato a vendere purtroppo è arrivato con due settimane di ritardo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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