Il Tirreno

Pisa

Caso Ragusa, il padre di Logli intercettato: «L’ha fatta fuori lui»

Antonio Logli e Roberta Ragusa
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Antonio Logli e Roberta Ragusa

In un’intercettazione Valdemaro parla con la moglie e le dice: «Siccome la voleva lasciare, ha preso una decisione». In altre registrazioni si mostra invece più dubbioso e innocentista

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PISA: I dubbi. Non certo quelli degli inquirenti, convinti di una colpevolezza tradotta in una richiesta di condanna a 20 anni di carcere. Le perplessità sono quelle familiari che nel rovello interiore diventano ipotesi che oscillano tra il pensiero di avere un figlio colpevole e la consapevolezza di una sparizione che, comunque la si voglia interpretare, resta sempre misteriosa per scelta e modi. E, soprattutto, di una durata che tra circa un mese raggiungerà i cinque anni di assenza di una donna “evaporata”. A dodici giorni dal verdetto su Antonio Logli, (sentenza il 21 dicembre) dalle intercettazioni estrapolate dalle 12mila pagine dell’inchiesta sulla scomparsa di Roberta Ragusa, filtrano alcune frasi pronunciate l’8 luglio 2012 dai genitori dell’imputato di omicidio volontario e distruzione di cadavere. Le ha diffuse la trasmissione “Chi l’ha visto?” e fanno parte del compendio investigativo collezionato dai carabinieri anche attraverso ambientali.

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Valdemaro, il papà di Antonio, alla moglie Giancarla in una delle tante conversazioni captate nel corso delle indagini, dice: «Siccome la voleva lasciare, lui ha preso una decisione... l’ha fatta fuori». Lei risponde: «È quello che ho pensato. Però, non ci voglio nemmeno pensare». Il tono è quello di chi prova a immaginare il finale di un giallo che rischia di ottenere solo verità giudiziarie. Assoluzione o condanna per il marito di Roberta. Mistero su dove si trovi il corpo.

Il dialogo avviene a sei mesi dalla scomparsa dell’imprenditrice di Gello, nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, i genitori del marito sono combattuti. Uno stato d’animo che li ha accompagnati fin dall’inizio quando si trovano a quattr’occhi e si lasciano andare a riflessioni che avrebbero dovuto restare intime, ma che l’inchiesta deve includere in un affresco di provincia in cui si indaga per omicidio. Sono utili per disegnare un contesto. Dove a emergere con nitidezza è la capacità di Logli di mentire per tenere nascosta la sua relazione con Sara Calzolaio.

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Per l’accusa la scoperta della storia extraconiugale sarebbe il movente che avrebbe portato l’elettricista della Geste prima a litigare e poi a uccidere la moglie. Si interrogano e provano a darsi risposte Valdemaro e Giancarla, con la mamma più tormentata del marito che, nel corso di altre intercettazioni, che Il Tirreno ha potuto consultare, si dimostra più “innocentista”.

Il 20 giugno 2012, parlando con un amico, Valdemaro si dice preoccupato per come Giancarla sta affrontando la sparizione della nuora. «Detto fra noi, lei pensa che il figliolo non dice la verità e magari l'ha anche ammazzata e non dice la verità, capito cosa pensa, allora c'ha anche quel dubbio lì. Io no, io no, quel dubbio non ce l'ho. Non mi sento di avercelo insomma».
Valdemaro: «Sì, lo conosco... lo conosci pure te, ma è anche un bugiardo perché quando gli ho chiesto "ma c'è un'altra donna, ma come mai si lamenta Roberta" e lui "no, no, non c'ho nessuna", me lo diceva».
Uomo: «Se c'aveva un'altra donna, sai...».
Valdemaro: «Non me lo diceva».
Uomo: «Non lo dice, neghi sempre sull'altra donna una cosa è dire una bugia».
Valdemaro: «Bugie però ne ha raccontate».
Uomo: «Però, una cosa è dire una bugia su un'altra donna e una cosa è dire una bugia su un omicidio».
Valdemaro: «No, io penso di no»
Uomo: «Quella è un po’ troppo assurda..»
Valdemaro: «Io penso di no, però sai... le amanti portano anche a quelle cose lì. Io non so... io .. io non c'ho mai pensato...»

Il processo con rito abbreviato ha escluso la possibilità di approfondire episodi e testimonianze. Il giudizio è tutto sulle carte e le interpretazioni che Procura e difesa hanno dato a fatti e situazioni cariche di indizi, ma povere di prove evidenti. Un’udienza fiume di quasi 9 ora quella del 2 dicembre con la richiesta di condanna a 20 anni.

Il 21 dicembre arriverà la sentenza per una verità giudiziaria sulla quale il duello durerà fino alla Cassazione. È il 22 maggio 2013 quando Valdemaro in auto parla con la moglie e le confida il suo tormento: «È strana sta sparizione comunque eh... non sentirla più così è strano... hanno ragione quell'altri a pensà ... che è strana».
 

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di Redazione web