Gioco
Dalla protesta alla quasi festa “di liberazione”
Centinaia di tifosi si radunano sotto la Prefettura Dalla home page del Tirreno web la notizia tanto attesa
PISA. Dalla protesta alla (quasi) festa. Per quella definitiva il popolo nerazzurro attende la firma di un contratto di fronte al notaio che certifichi la cessione della società. L'accettazione dell'offerta presentata da Corrado ha fatto però tornare il sorriso alle centinaia di tifosi che ieri si sono riuniti sotto il palazzo della Prefettura per la prima tappa della "tre giorni nerazzurra" .
È successo tutto nel giro di un'ora. Poco dopo le 17 lo sventolio delle bandiere rossocrociate inizia a colorare il cielo sopra piazza Mazzini. Le sciarpette e le magliette nerazzurre uniscono in un unico ideale abbraccio la tifoseria alla città. Dove risuonano i cori contro «i romani», ma anche contro Lucchesi. Gli striscioni ribadiscono quella volontà di «liberare la città» che i sostenitori nerazzurri da mesi stanno portando avanti. «Mai con questa società». «Pisa non sarà mai prigioniera dei vostri interessi», recitano gli striscioni esposti a pochi metri dal cancello di Palazzo Medici. I fumogeni rendono l'aria acre e illuminano i volti cupi del popolo nerazzurro, che iniziano a schiarirsi quando sull'home page del sito del Tirreno di Pisa appare quell'annuncio di Carrara Holding che in città si attende da mesi. Gli smartphone diventano strumenti di informazione e di speranza. La contestazione prosegue, ritmata dal suono dei tamburi e dai battimani. Il passato ha consegnato ai tifosi prudenza e cautela. La protesta non si trasforma ancora in festa. Gli animi però si distendono.
Per alcuni è l'inizio di una nuova era. Calcistica e non. Per altri è solo il tentativo di mettere a tacere la tifoseria e soprattutto di far disputare il match di domani sera contro i galletti baresi. "Che sarà di Pisa-Bari chi lo sa", è il coro più volte intonato dalle centinaia di tifosi parafrasando i Ricchi e Poveri. Al presidio, come promesso, arriva anche il sindaco Marco Filippeschi. Apprende la tanto agognata notizia e consegna ad internet e al sito del Tirreno le sue speranze. Poi si affida alla voce di Andrea Abodi. «Mi sono quasi commosso», rivela il presidente della Lega di serie B al primo cittadino. Circondato da decine di tifosi, Filippeschi sorride. «È vero», dice sovrastato dai cori dei supporters nerazzurri che trasformano in slogan la rabbia contro Petroni e Lucchesi. «Per concludere il passaggio si attende solo la certificazione del bilancio», aggiunge il sindaco. C'è quasi incredulità. E un'attesa al cardiopalma, accompagnata dal calore e dal colore dei tifosi, quando il primo cittadino decide di chiamare Corrado. La telefonata va a vuoto. I tifosi iniziano ad analizzare, parola per parola, il documento firmato da Lorenzo Petroni e Vincenzo Taverniti, pubblicato in esclusiva sul sito del Tirreno. Filippeschi non si arrende e chiede via sms una risposta a colui che la tifoseria è pronto ad accogliere come nuovo presidente. «Ha accettato», è la lapidaria replica di Corrado, mostrata a decine di tifosi che continuano a popolare la piazza. «Dopo tante delusioni, sembra che ci sia la svolta - commenta sorridente il primo cittadino -. È però legittimo che chi è intenzionato a comprare abbia la certezza di un bilancio certificato». Dopo oltre un'ora di presidio, in piazza Mazzini torna il silenzio. Gli striscioni si arrotolano, le bandiere si ammainano. La speranza di "liberare la città" è più forte. Tanto che in serata arriva l’annuncio dei gruppi della curva Nord: «Venerdì saremo al nostro posto in Curva: in attesa del tanto atteso " contratto definitivo di acquisto " noi faremo la nostra parte. E domani alle 17,30 (oggi per chi legge, nda) tutti dalla squadra all'Arena..!!
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