Il Tirreno

Pisa

Sulle biomasse diffida al Comune

di Sharon Braithwaite
Sulle biomasse diffida al Comune

Lettera della Proloco al sindaco: la gente teme che l’impianto possa essere realizzato lo stesso

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PISA. È tutt'altro che conclusa la vicenda della centrale a biomasse che l'azienda agricola Byomass vorrebbe costruire nel centro abitato di Coltano, a due passi dalla Villa Medicea. Nel luglio 2016 Byomass srl, con sede legale in via del Caligi ad Ospedaletto e stabilimento in via della Lavoria a Coltano, ha presentato una comunicazione di inizio lavori, poi immediatamente ritirata.

Dopo aver fatto ricorso al Tar nel 2015 contro l'autorizzazione concessa a costruire il suddetto impianto, la Proloco coltanese ha inviato una diffida al Comune.

I residenti, che l'anno scorso avevano protestato duramente contro una decisione "piovuta sulla loro testa", sono stati aggiornati dell'iniziativa mercoledì sera, al circolo Arci di via Palazzi.

«Dopo aver visto il cartello di inizio lavori, lo scorso luglio, il nostro avvocato ha chiesto di accedere agli atti - spiega Antonio dell'Omodarme, presidente della Proloco locale -. Gli uffici comunali hanno risposto che era tutto sospeso, ma che era stata chiesta una variante per poter spostare l'autorizzazione ottenuta in un altro luogo. E più precisamente in via del Caligi».

La Proloco teme che cambiare la localizzazione di tale atto non escluda la costruzione della centrale nella sede prevista originariamente. «L'autorizzazione a costruire l'impianto a Coltano c'è ancora, per questo la nostra cautela deve essere massima - dice Dell'Omodarme -. Su consiglio dell'avvocato che ci rappresenta nel ricorso al Tar, ho inviato una lettera di diffida al Comune: i lavori non sono iniziati ad un anno dal rilascio dell'autorizzazione, pertanto essa è scaduta».

Tale documento è stato letto ai soci presenti. Tra le premesse della missiva, la presentazione e l'immediato ritiro della comunicazione di inizio lavori e la richiesta (da parte di Byomass srl) di una variante per una diversa localizzazione del sito. «Il suddetto ritiro altro non è che un maldestro tentativo di evitare la decadenza del titolo nella piena consapevolezza di non aver mai posseduto i requisiti per il rispetto delle prescrizioni e di non poterli possedere in futuro. Tant'è vero che non è stata neppure richiesta la proroga - dice ancora il presidente -. Inoltre, dopo la comunicazione di inizio lavori non c'è stata alcuna attività edilizia. Si tratta di un atto strumentale ad aggirare la decadenza prevista per legge, presumibilmente ai fini di tenere aperta la pratica Gse (gestore servizi energetici) e dunque non può essere considerata efficace». La lettera sottolinea che "l'amministrazione avrebbe mantenuto in vita il titolo (l'autorizzazione), aprendo un ulteriore procedimento ai fini della sua variazione". La Proloco, dunque, invita Palazzo Gambacorti a pronunciare la decadenza dell'autorizzazione per mancato inizio dei lavori e mancata osservanza di quanto prescritto e "diffida l'amministrazione dal compiere ulteriori atti procedimentali volti a mantenere l'efficacia dell'autorizzazione rilasciata, mediante l'apertura di ulteriori procedimenti e atti per l'approvazione di varianti".

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