Gioco
Logli davanti al giudice ma non si farà interrogare
Omicidio Ragusa, Antonio sceglie il silenzio. Possibili solo dichiarazioni spontanee Domani discussione a partire dalle 9 con la richiesta di condanna della Procura
PISA. Antonio Logli sarà presente, ma non si farà interrogare. Al massimo renderà dichiarazioni spontanee, se lo riterrà opportuno. Nessun contraddittorio tra l’imputato, i pm e il giudice davanti al quale domani alle 9 il marito di Roberta Ragusa comparirà (a porte chiuse) per essere giudicato in uno dei processi che, qualunque sia il verdetto, resteranno negli annali della cronaca giudiziaria italiana. Una scomparsa che per l’accusa è un omicidio con distruzione di cadavere e che per la difesa è un allontanamento volontario che dura dal 13 gennaio 2012.
La strategia di Logli. È un diritto riconosciuto all’imputato quello scelto da Logli di non rispondere alle domande di giudice e pubblico ministero. Lo ha fatto fin da quando venne indagato nel febbraio 2012.
Agli atti ci sono solo le sue dichiarazioni come persona informata sui fatti. Ma non sono quesiti che vanno a fondo su sviluppi, testimonianze e quesiti dell’inchiesta emersi nel corso delle indagini.
La scelta del rito abbreviato (sconto di un terzo della pena in caso di condanna e valutazione dell’imputato solo sulla base degli atti) per i difensori Roberto Cavani e Saverio Sergiampietri è sufficiente a chiarire l’innocenza dell’elettricista della Geste. A chi fa notare ai difensori la condanna a 27 anni in Corte d’Assise ad Arezzo di Padre Graziano per la scomparsa di Guerrina Piscaglia (anche qui corpo mai ritrovato), la risposta è che «già nelle carte è scritto tutto e non c’è bisogno di un dibattimento pubblico».
I tempi. Domani alle 9 il giudice Elsa Iadaresta inizierà l’udienza dando la parola prima al procuratore capo Alessandro Crini e poi al sostituto, Aldo Mantovani, il magistrato che ha seguito fin dall’inizio il caso Ragusa. Quindi toccherà alle tre parti civili (parenti di Roberta e associazione Penelope) intervenire con gli avvocati Gaetano Turcio, Enrico Maria Gallinaro e Nicodemo Gentile. Infine, Cavani e Sergiampietri concluderanno una giornata campale. A spanne si può calcolare almeno sulle tre-quattro ore il tempo necessario ai pm per riannodare i fili dell’accusa e sbrogliare la matassa del giallo con una richiesta di condanna. L’ergastolo è disinnescato dallo sconto del rito abbreviato. Tra i 20 e i 24 anni la possibile richiesta. Un esito a cui le parti civili hanno sempre detto di volersi uniformare.
La battaglia della difesa è prevista nel pomeriggio. E saranno ore dedicate a convincere il giudice che nelle 12mila pagine dell’inchiesta non ci sono le prove per affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che Antonio Logli ha ucciso la moglie Roberta Ragusa.
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