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Esattore delle tasse per i Comuni alla sbarra con l’accusa di peculato
PISA. Soldi incassati come esattore e trattenuti anziché versarli ai Comuni per i quali chiedeva ai cittadini il pagamento di tasse e tributi. È una nuova accusa di peculato quella da cui deve...
PISA. Soldi incassati come esattore e trattenuti anziché versarli ai Comuni per i quali chiedeva ai cittadini il pagamento di tasse e tributi.
È una nuova accusa di peculato quella da cui deve difendersi Massimo Manzerra, 73 anni, di Pisa, rinviato a giudizio per un reato che nell’aprile scorso gli era costato già una condanna a 3 anni e 2 mesi di reclusione. In quella occasione il Comune considerato parte offesa era nella provincia di Frosinone. Ieri mattina, nell’ennesimo processo a carico dell’imprenditore, all’epoca dei fatti titolare della Digep a Ospedaletto, sono le amministrazioni del Veronese, Garda, Bovolone e Buttapietra, a lamentare i mancati introiti fiscali.
Dopo aver sentito i testi dell’accusa (pm Giovanni Porpora), il Tribunale ha rinviato a febbraio per le deposizioni del personale dei tre enti (segretari comunali e responsabili degli uffici finanziari) per poi fissare a marzo discussione e sentenza.
Da stabilire ancora con certezza l’ammontare degli importi oggetto della contestazione di peculato. Quanto cioè la Digep si sarebbe trattenuta nella gestione dell’incasso dei tributi locali. Un esattore privato che per l’accusa avrebbe fatto sparire centinaia di migliaia di euro attraverso mancati trasferimenti nelle casse dei tre Comuni.
I fatti risalgono al 2014 e, nella tipologia dei comportamenti, ricalcano altre condotte contestate all'imprenditore pisano, dal Comune di Lastra a Signa, (una sentenza della corte dei conti lo aveva condannato a risarcire l'ente con 600.000 euro) a quello di Benevento. In Sardegna al Comune di Selargius la Corte dei conti aveva riconosciuto il risarcimento di 40.720 euro chiesto alla curatela fallimentare della Digep.
Nel dicembre 2012 Manzerra fu anche arrestato per peculato e turbativa d'asta nell'ambito di un'indagine condotta dalla Guardia di finanza campana. All'origine dell'inchiesta c'era un esposto della Cgil su presunte violazioni delle norme in materia contributiva e previdenziale per i lavoratori.
A Benevento, la Digep Srl aveva vinto l'appalto per la riscossione dei tributi. Solo che la gara era stata poi annullata per una serie di inadempienze come il mancato versamento delle somme dovute alle scadenze fissate nel contratto. Ieri un nuovo filone sempre per lo stesso reato, ripetuto in serie in varie parti d’Italia.(p.b.)
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