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Addio Castro, pisani “devoti” in pellegrinaggio a Livorno
PISA. Sigari e cacciucco. È nata per scherzo, ma l'iniziativa lanciata dal giornalista pisano Giuliano Marrucci dopo la morte di Fidel Castro, è diventata quasi una faccenda seria. Politica e non...
PISA. Sigari e cacciucco. È nata per scherzo, ma l'iniziativa lanciata dal giornalista pisano Giuliano Marrucci dopo la morte di Fidel Castro, è diventata quasi una faccenda seria. Politica e non solo. Quella che parafrasando il premier Renzi si è autodefinita "accozzaglia pisana" invaderà sabato Livorno per porgere l'ultimo ideale saluto al lider maximo. Dalla stazione di Pisa partirà una vera e propria carovana composta da una cinquantina di «compagni» che si recheranno all'ombra dei Quattro Mori per firmare il registro delle condoglianze per Fidel Castro allestito dal Comune di Livorno (l'unico in Italia), che sarà poi inviato a Roma all'ambasciata cubana. "All'accozzaglia pisana" (e ad un gruppo di una decina di persone provenienti da Milano), si unirà poi una sorta di "comitato di accoglienza livornese" che attenderà l'arrivo della carovana alla stazione labronica. Insieme, si dirigeranno nel palazzo guidato dal pentastellato Nogarin per apporre una firma che ideologicamente unirà Cuba all'Italia e Pisa a Livorno. L'iniziativa si concluderà con una sorta di "terzo tempo" culinario alla Torteria da Gagarin. «Solo Fidel poteva riuscire, anche da morto, a mettere insieme pisani e livornesi», sottolinea l'organizzatore chiedendo ai partecipanti di presentarsi all'iniziativa «rigorosamente vestiti con tute Adidas (come quelle abitualmente indossate da Fidel Castro, ndr)». (d.r.)
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