Tra Pacinotti e Galilei accorpamento fatto C’è l’ok della Provincia
Il classico perderà l’autonomia dopo il calo degli studenti Il dirigente: la scelta più saggia per salvare una realtà storica
PISA. Le ultime classifiche lo indicano come uno dei migliori della fascia nord-costiera della Toscana. I suoi studenti, al pari dei colleghi di altri istituti superiori, approdano in numero maggiore all’Università e, più degli altri, riescono a superare il traguardo della laurea. Preparazione al top, risultati brillanti e varie alternative per il futuro non sempre però sono sinonimi di attrattività. Anzi. Per sopravvivere alla contraddizione che da anni ha investito i licei classici, il Galilei di Pisa, che per decenni ha dato lustro alla città, ha dovuto cedere ad un accorpamento tanto sofferto quanto necessario per continuare una storia iniziata nel 1853. Da anni nell’aria, lunedì scorso la Provincia ha “ratificato” l’unione con il limitrofo Itc Antonio Pacinotti. Un provvedimento necessario per far fronte al calo costante degli iscritti che in questi ultimi anni ha messo a rischio la sopravvivenza dell’istituto di via Croce, portando prima alla cancellazione della presidenza e poi alla “reggenza”.
Nell’immediato i cambiamenti saranno nulli o impercettibili. A partire dal prossimo anno scolastico, il liceo perderà invece quell’autonomia che una scuola superiore “conquista” con un numero minimo di 600 alunni iscritti. I circa 400 del Galilei non permettono di mantenere una propria amministrazione (dirigenza e segreteria didattica), che dal prossimo anno scolastico sarà unificata a quella del Pacinotti. Per farlo sarà necessario nominare un nuovo dirigente scolastico, visto che anche l’istituto tecnico commerciale è amministrato da un reggente. Nonostante gli indirizzi di studi diversi, i due istituti dovranno iniziare a lavorare insieme su progetti e attività.
Con la decisione di due giorni fa, si conclude un iter burocratico iniziato nell’estate 2015 che, per tagliare il traguardo di un accordo, ha dovuto oltrepassare non pochi ostacoli. Prima la chiusura da parte del liceo scientifico Dini ad un’eventuale unione con il classico, inizialmente auspicata dall’amministrazione provinciale, ma bocciata dal collegio dei docenti dello scientifico. Poi la “resistenza” del collegio dei docenti del Galilei che, con un documento approvato con 31 voti su 35, si è opposto all’eventuale disegno di “salvataggio” del classico attraverso un'unione con l’ex magistrale Carducci, la cui dirigente, Sandra Capparelli, è già reggente al Galilei.
La decisione della Provincia è stata quindi assunta con una discreta soddisfazione da parte del corpo docente del Galilei (circa 40 professori), mettendo al riparo anche il Pacinotti, che con i suoi 596 iscritti è in una situazione “instabile”.
«Non conosco le motivazioni, visto che non sono stato consultato, né informato della decisione assunta - lamenta Salvatore Caruso, dirigente dell’Ipsaar Matteotti e reggente del Pacinotti, fino allo scorso anno reggente del Galilei -, ma sicuramente è la scelta più saggia per salvare una realtà storica come quella del classico. Ora occorrerà lavorare per un progetto comune, anche dal punto di vista didattico».
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