Il Tirreno

Pisa

La costringe a prostituirsi condannato a sei anni

di Mario Neri
La costringe a prostituirsi condannato a sei anni

La pena per un 22enne romeno di San Giuliano: sfruttava una donna e alla sorellina chiedeva di mendicare. Al nuovo fidanzato: «Pagamela se vuoi toglierla dalla strada»

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SAN GIULIANO TERME. A lei si era proposto come l’unica via d’uscita da un vicolo cieco della vita. «Vieni con me, ti aiuterò, starai bene», diceva, e poi invece arrivarono le botte, le minacce, lo sfruttamento, la strada. E a lui, che di lei si era innamorato e l’aveva salvata davvero dalle notti sull’Aurelia, chiedeva il prezzo di quella che riteneva un oggetto, poco più che una macchina da soldi: «Lei non lavora più per colpa tua, devi darmi i soldi che non incasso altrimenti dò fuoco al tuo locale».

Da ieri Stefan Ruset, 22enne romeno residente a San Giuliano Terme, non è più un fantasma per Alina (nome di fantasia), 32 anni, e la sorellina, oggi una teenager di 15 anni ancora scossa dalle urla, dalla rabbia e dalle sfuriate violente di un uomo che le ha fatte tremare per mesi dall’aprile 2015 al gennaio scorso, fino a quando il loro aguzzino non venne arrestato dai carabinieri di Pontasserchio. Ieri infatti Ruset è stato condannato a sei anni di reclusione per sfruttamento della prostituzione, maltrattamenti e tentata estorsione nel giudizio abbreviato di fronte alla giudice Elsa Iadaresta. Il giovane non è più una minaccia neppure per l’uomo che Alina l’aveva salvata. Anche lui straniero, l’aveva incontrata sulla strada, dove lo sfruttatore l’obbligava ad aspettare i clienti con la minaccia delle botte. «Era diventato un inferno, mi diceva “Ti uccido” se non mi prostituivo - raccontò ai magistrati - Stefan pretendeva che gli portassi almeno 200 euro al giorno. E mia sorella la mandava a chiedere l’elemosina. Se ogni sera non raggiungevamo una certa quota ci minacciava, ci offendeva e spesso ci picchiava. Quando ho conosciuto il mio nuovo compagno ho intravisto uno spiraglio e appena ce n’è stata l’occasione mi ci sono tuffata».

Alina lo fa nel settembre di un anno fa. Ruset torna dai parenti in Romania e si allontana dalla casa a San Giuliano dove vive con la donna e la ragazzina per qualche giorno: «Scappai dal mio nuovo compagno». Ma al ritorno lo sfruttatore diventa una furia. Se lei era diventata inavvicinabile perché protetta dai carabinieri, lui poteva diventare una preda. Così Ruset comincia a chiedere al compagno di Alina di «pagarla». «Voleva che gli dessi 5.000 euro - ha detto l’uomo, proprietario di un kebab a Pisa - se non l’avessi fatto mi avrebbe incendiato il locale». Non si è mai piegato. Ma fu lei, il coraggio di Alina, a salvarla davvero, perché dopo la fuga da San Giuliano si precipitò in caserma a denunciare il suo sfruttatore, che a gennaio scorso è finito in carcere e poi ai domiciliari. Ora, seppure il suo legale presenterà appello, deve fare i conti con una condanna a sei anni di reclusione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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