Il Tirreno

Pisa

Morto Pavone, per anni docente di Storia contemporanea all'Università di Pisa

Carlo Pavone
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Carlo Pavone

Pisa, il sindaco Marco Filippeschi: "Un grande storico e una persona di valore"

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PISA. Il nodo fascismo-guerra-Resistenza è stato al centro degli studi di Claudio Pavone, uno dei maggiori storici italiani. Morto alla vigilia dei 96 anni, che avrebbe compiuto il 30 novembre, a Roma, la città dove era nato nel 1920, Pavone ha rivoluzionato il modo di fare ricerca storiografica sdoganando il termine guerra civile. Per molti anni, alla fine della guerra, è stato archivista di Stato e ha insegnato Storia contemporanea all'Università di Pisa. «Claudio Pavone - lo ricorda il sindaco di Pisa Marco Filippeschi - è stato un grande storico e una persona di valore. Partigiano, studioso rigoroso e libero, ci ha insegnato a fare e a leggere la storia contemporanea in modo mai schematico, aderente alle fonti e aperto alle altre culture. La città gli rende omaggio per il suo insegnamento come docente dell’Università di Pisa e per il suo generoso impegno civile che resteranno esemplari».

Nei suoi libri più famosi, "Alle origini della Repubblica" e "Una guerra civile. Saggio morale sulla resistenza", entrambi pubblicati da Bollati Boringhieri, ha ripercorso il formarsi dello Stato unitario dal punto di vista istituzionale e amministrativo e ha mostrato come la guerra di liberazione sia stata anche una guerra civile. Sulla questione era tornato con Norberto Bobbio in "Sulla guerra civile - La Resistenza a due voci, pubblicato nel 2015 da Bollati Boringhieri. "Gridare contro le destre che attentano all'unità della Resistenza è vano finché le sinistre accettano acriticamente quella unità come fondamento di ogni proprio giudizio", affermava Pavone.

Il suo ultimo volume, uscito recentemente per Laterza, è "Aria di Russia - Diario di un viaggio in Urss" in cui lo vediamo, il 31 agosto del 1963, salire sul treno che lo porterà oltre la cortina di ferro. L'occasione del viaggio è un programma di scambio italo-sovietico per raccogliere informazioni sui documenti italiani presenti nei diversi archivi sovietici e, prima, la III Conferenza internazionale della Resistenza che si tiene a Karlovy Vary in Cecoslovacchia. Pavone annota meticolosamente impressioni, incontri, discussioni, immagini restituendo intatto quel mondo sovietico, non più staliniano, ma non ancora attraversato dal disgelo. "Lenin è somigliantissimo a quello che si vede nelle fotografie: la fissità e la mancanza di espressione hanno rinsecchito l'aspetto puramente morfologico, che è così molto vicino al vero, ma come in una copia mummificata. Una fotografia ha gli occhi vivi; qui c'è il corpo vero, ma gli occhi sono chiusi. Cosa vale di più?", scrive Pavone nel libro. Con Laterza è uscito anche "Prima lezione di storia contemporanea".

Partigiano, combattente, direttore della rivista "Parolechiave", presidente dal 1995 al 1999 della Società italiana per lo studio della storia contemporanea, Pavone, ha vinto il Premio Internazionale Ignazio Silone per la saggistica nel 2007.

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di Redazione web