Sicurezza
Barone, direttore della Normale: "Troppi uomini, così è imbarazzante. Assumiamo donne"
L'idea è quella di prediligerle in caso di parità di risultato nei concorsi per il reclutamento dei docenti. "Per noi il merito è inderogabile, le quote rosa non sarebbero possibili"
PISA. Cercansi professoresse alla scuola Normale Superiore di Pisa: è, in sintesi, quello che ha detto oggi il direttore del prestigioso centro di ricerca, Vincenzo Barone, nel corso dell'inaugurazione a Firenze di un centro di studi intitolato all'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. "Nella sede di Pisa abbiamo 35 professori e solo quattro sono donne: è una situazione imbarazzante, completamente sbilanciata in favore degli uomini, non si può andare avanti così" ha detto Barone, che ha proposto: "quando facciamo un concorso, a parità di risultati tra concorrenti, scegliamo la concorrente donna. Questo non snatura il nostro metodo di selezione, che è interamente basato sul merito".[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.14482713:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2016/11/28/news/normale-nasce-un-super-istituto-intitolato-a-ciampi-1.14482713]]
Proprio per questo motivo il direttore della Normale ha spiegato che, per ovviare al problema della carenza di professoresse, "non sarebbe assolutamente possibile far ricorso al sistema delle quote rosa: il criterio del merito per noi inderogabile". L'idea di favorire la selezione di professoresse a parità di risultato con i concorrenti maschi sarebbe "ovviamente applicata a tempo: avrebbe senso farlo solo fino al momento in cui ve ne fosse necessità e non un attimo oltre".[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.13671240:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2016/06/16/news/e-vero-siamo-settari-apriamoci-di-piu-1.13671240]]
Nella popolazione della Normale, ha spiegato ancora Barone, la percentuale di donne diminuisce con il crescere dei ruoli rivestiti. "Tra gli studenti abbiamo più donne che uomini - ha detto - poi, tra assegnisti e ricercatori, la percentuale diventa più o meno 50% e 50%, mentre arrivando ai professori la disparità è totale. E questo a mio parere non è più accettabile".
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