Proteste
Verso il referendum tra veleni e minacce
Manifesti e volantini abusivi in tutta la città, s’infuria Mazzeo (Pd). Il sindaco: «Comportamento da condannare e sanzionare»
PISA. Sono giornate dense di polemiche, anche a livello locale, quelle che separano gli elettori dalla consultazione referendaria di domenica 4 dicembre. «Stamani (ieri per chi legge, ndr) la città di Pisa è stata tappezzata da manifesti che, invitando a votare No al referendum costituzionale, contengono anche frasi minacciose all'indirizzo del presidente del Consiglio. È l'ennesimo esempio di un clima che è quanto di più distante dalla difesa e dal rispetto della Costituzione che dicono di voler professare. Spero con forza che tutti, anche coloro che da sinistra hanno idee diverse dalle nostre, vogliano immediatamente condannare questo gesto e prenderne le distanze senza se e senza ma». Così il consigliere regionale del Pd Antonio Mazzeo commenta l'affissione di numerosi volantini e manifesti in varie zone della città di Pisa. «27 novembre tutti a Roma - recita il manifesto affisso dagli antagonisti con l’immagine del premier Matteo Renzi - Lanciamogli un avvertimento. O dopo il referendum se ne va lui o lo cacceremo noi!».
A questo proposito si registra la presa di posizione del sindaco Marco Filippeschi, che attacca i manifesti perché abusivi: «Imbrattare la città e deturpare l'immagine del centro storico è molto negativo. È un comportamento che dev'essere condannato e sanzionato. Il referendum è una consultazione importante, si può e si deve fare propaganda in molti modi, anche con i manifesti. Per le affissioni ci sono gli spazi che sono concessi per legge ai comitati promotori. Faccio appello perché tutti si attengano alle regole e rispettino il bene comune che è il decoro della nostra città». Salgono sul carro delle polemiche anche i Delegati Lavoratori Indipendenti, a proposito dell’Ente Parco San Rossore: «La gestione del personale merita maggiore attenzione. È risaputo che il clima creatosi dentro l'Ente Parco è sempre meno sostenibile. Segnaliamo una inspiegabile decurtazione salariale ad alcuni dipendenti ai quali è stata perfino negata la indennità di turnazione. E come se non bastasse i dipendenti dell'Ente Parco hanno ricevuto da una casella di posta aziendale l'invito a votare Sì, un atto ingiustificabile che suona come un abuso o comunque un’indebita intromissione nella sfera personale dei lavoratori».
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