Sicurezza
Piazza Vettovaglie bocciata come location del consiglio
PISA. La chiusura della storica pescheria “da Ginetto” in piazza delle Vettovaglie è l'ennesimo grido di dolore che proviene dai residenti e commercianti della zona lasciati da soli a fronteggiare i...
PISA. La chiusura della storica pescheria “da Ginetto” in piazza delle Vettovaglie è l'ennesimo grido di dolore che proviene dai residenti e commercianti della zona lasciati da soli a fronteggiare i problemi della mala-movida e dello spaccio, con tutti gli annessi e connessi (risse, accoltellamenti, furti, sporcizia, strade divenute latrine a cielo aperto, ecc.).
La pensa così il consigliere comunale di Forza Italia Riccardo Buscemi, il quale si chiede: c'è un'alternativa a questa ineludibile decadenza delle piazze e delle strade del centro storico? A questo interrogativo cercherà di dare una prima risposta il consiglio comunale aperto sul problema della sicurezza e del degrado nel centro storico, convocato su iniziativa dello stesso Buscemi e dei consiglieri Bronzini, Latrofa, Garzella, Petrucci, Nerini, Antoni, Zuccaro, Mancini e Mannini.
«Nelle nostre intenzioni - rileva Buscemi - volevamo che il consiglio si svolgesse in piazza delle Vettovaglie, luogo “simbolo” (insieme ad altri) della mala-movida, per ascoltare la voce disperata di una piazza che non ce la fa più a continuare così. Invece, dopo un serrato e lungo dibattito in conferenza dei capigruppo, la maggioranza ha accettato sì il consiglio, rifiutandosi però che si svolgesse nella piazza, depotenziando di molto il senso e il significato della riunione. Perché? Semplicemente non vuole e teme il confronto, ha paura della piazza e dei suoi operatori (che così non potranno abbandonare il lavoro per venire in Comune!). Abbiamo aspettato oltre un anno e otteniamo solo questo risultato, perché la maggioranza ci ha chiaramente detto (oserei dire ci ha “minacciato”) che altrimenti la discussione non si sarebbe mai svolta. Unica concessione ottenuta è che le associazioni di categoria individuino almeno due operatori della piazza che potranno intervenire e farsi portavoce dei loro colleghi. Davvero poco, ma da questo poco bisogna partire e fare del consiglio comunale aperto l'occasione per chiedere alla politica di intervenire in una situazione che è evidentemente scappata di mano».
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