Sicurezza
Adescamento su Fb, l’operaio finito in cella denunciato un anno fa
Il padre di un’undicenne aveva scoperto le chat tra i due. All’appuntamento si presentarono anche i carabinieri
PISA. Ci aveva già provato. Se l’era cavata con una denuncia. Un cartellino giallo che, con il senno di poi, la cronaca racconta quanto sia stato ignorato. L’operaio di 44 anni, single, di origine ponsacchina con residenza formale nel Livornese, arrestato giovedì mattina a Marina di Pisa dai carabinieri per violenza sessuale su minori, nell’ottobre 2015 era stato denunciato dopo aver ottenuto un appuntamento vicino alla pineta con un’undicenne “conquistata” usando Facebook e Whatsapp. Quando il 44enne si presentò all’incontro oltre alla sua preda trovò anche il padre che, sbirciando nel cellulare e nel pc della figlia, si era accorto in tempo in quale storia avariata si era infilata la sua bimba. E c’erano anche i carabinieri nella piazzola sul litorale al momento di far scendere l’operaio e l’undicenne dall’auto dove l’alunna della prima media era stata invitata a salire.
Lui provò a difendersi sostenendo di voler solo dare consigli a una ragazzina in crisi. Una versione smentita dai messaggini e dai file trovati nel tablet e nei due smartphone sequestrati nell'abitazione dell'uomo. Almeno duemila video porno di cui una quarantina contenenti immagini con teenager usate come attrici dell'hard. Alla fine venne denunciato per adescamento di minore e detenzione di materiale pedopornografico.
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A distanza di un anno il 44enne ha superato la soglia della denuncia degenerando nell’arresto. Almeno una decina gli episodi contestati. Una conoscenza all’apparenza innocua iniziata su Facebook usando nickname e dicendo di avere più o meno un’età simile a quella dei suoi obiettivi. Poi gli incontri, sempre a Pisa, con le adolescenti che si trovavano all’improvviso davanti a un uomo anche di trent’anni più grande di loro. Uno choc che era l’antipasto di quello che sostengono succedesse poco dopo con approcci sessuali spinti.
Un frutto malato della Rete quegli appuntamenti quasi al buio dove l’azzardo rischia di sconfinare nel codice penale. Le avances rifiutate e i palpeggiamenti consumati sono stati sufficienti per imporre uno stop con le manette all’operaio che, attivo sui social, non ha capito fino in fondo quale serie di reati stesse collezionando. A breve si terrà l’interrogatorio di garanzia davanti al gip che ha firmato l’arresto. Difeso dall’avvocato Carlotta Corsani, l’operaio potrà dare la sua spiegazione su quelli che per la Procura e i carabinieri sono stati atti di violenza sessuale.
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