Sicurezza
Quasi la metà delle scuole non fa i test anti-bullismo
PISA. Centodue casi di bullismo rilevati nell'anno scolastico 2015/16 in 14 scuole dell'area pisana. È questo il dato più significativo tra quelli comunicati ieri mattina dalla presidente della...
PISA. Centodue casi di bullismo rilevati nell'anno scolastico 2015/16 in 14 scuole dell'area pisana. È questo il dato più significativo tra quelli comunicati ieri mattina dalla presidente della conferenza dei sindaci per l'educativo della zona pisana Marilù Chiofalo a proposito dei risultati delle attività di inclusione degli studenti previste dal Piano educativo di zona. Si va infatti da almeno un caso in ogni scuola sino ad un massimo di 14, individuati grazie ad un questionario anonimo compilato all'interno degli istituti che hanno partecipato al progetto Kiva, il programma anti-bullismo che ha permesso a 312 docenti di acquisire strumenti di rilevazione e contrasto del fenomeno. «Un dato importante ma parziale - ha commentato l'assessora Chiofalo - considerato che dei 25 istituti scolastici dell'area pisana hanno aderito al progetto solo in 14, 10 comprensivi e 4 superiori, il che ci porta a pensare che su questo tema bisogna ancora lavorare molto».
Desta poi particolare preoccupazione il fatto che il fenomeno non registri l'incidenza più alta solo tra i ragazzi delle superiori, ma colpisca anche i bambini: eloquente è infatti il caso di San Giuliano Terme, dove all'istituto comprensivo Livia Gereschi gli insegnanti hanno rilevato ben 14 casi, lo stesso numero rintracciato al Galilei di Pisa. Per quanto riguarda le attività di inclusione degli alunni disabili, i grafici presentati dall'organismo che si occupa di «pianificare azioni di contrasto alla dispersione scolastica» per i 6 Comuni dell'area pisana evidenziano come la quasi totalità dei 275 studenti disabili degli istituti superiori frequenti istituti tecnici e professionali, «il che comporta - fa notare ancora Chiofalo - che il numero di quelli che si iscrivono all'Università sia molto basso, tendente a zero». Di questi 275, 74 quelli coinvolti, lo scorso anno, in almeno una delle attività laboratoriali del piano che, attraverso il linguaggio musicale e teatrale, sollecita le competenze comunicative e relazionali dello studente. Oltre a questo tipo di laboratori, per gli istituti comprensivi la Conferenza dei sindaci finanzia anche attività motorie e di pet teraphy, che hanno coinvolto il 33,47% dei 505 alunni disabili. Tra i servizi offerti alle scuole dalla Conferenza dallo scorso anno vi è anche quello di mediazione linguistica rivolto a studenti non italofoni, conteggiati in 458 (393 negli istituti comprensivi e 65 alle superiori), di cui solo 169 sono stati coinvolti nel servizio «per mancanza di risorse».
Enza Chiappone
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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