Il dolore
Maxi truffa all’Inps, sarà giudizio immediato
In 8 mesi il funzionario Antonino Finocchiaro riuscì a drenare oltre un milione dalle casse dell’istituto. Subito a processo anche i 30 soggetti da lui favoriti
PISA. Giudizio immediato per tutti. Per il funzionario pubblico reo confesso di aver girato soldi dell'Inps ai complici che, a loro volta, restituivano i fondi al "benefattore" in una quota oscillante dall'80 al 90 per cento. Subito a processo anche gli oltre 30 favoriti dall'impiegato agli arresti domiciliari dal 16 maggio e sospeso dal servizio. Per tutti l'accusa contestata dal sostituto procuratore Giovanni Porpora è peculato in concorso. La scelta del rito da parte dell'accusa prevede il superamento dell'udienza preliminare, considerata l'evidenza delle prove raccolte nel corso delle indagini, e l'indicazione da parte del gup della data in cui artefice del raggiro e i numerosi beneficiari compariranno davanti al giudice.
È la storia di Antonino Finocchiaro, 58 anni, origini siciliane e residenza a Pontasserchio. Difeso dall'avvocato Carlo Porcaro D'Ambrosio, il funzionario fin dal primo momento ha ammesso le sue responsabilità. Dall'agosto 2015 nel giro di 8 mesi è riuscito a drenare dalle casse dell'istituto di previdenza un milione e 39mila euro. Di questi, almeno 800mila euro sono tornati nelle sue tasche. La Procura all'epoca dell'arresto gli sequestrò tre immobili (di cui uno a Reggio Emilia), un'auto, conti correnti e fondi di investimento.
Nel giro di sei mesi l'inchiesta è stata chiusa e con gli elementi emersi e già verbalizzati dagli indagati è probabile la definizione delle singole posizioni con riti alternativi, dall'abbreviato al patteggiamento. Fare in fretta a ogni livello, dalla Procura agli imputati. D'altronde sono state messe a fuoco modalità di esecuzione, autore e utilizzatori finali e intermedi del "saccheggio" ai danni dell'Inps. I carabinieri, durante le perquisizioni, nelle abitazioni di due indagati a Navacchio e Cascina trovarono oltre 20mila euro. Nella varietà dei trenta e passa ricettori di assegni familiari e cassa integrazione non dovuti c'era chi otteneva di più nella distribuzione dei soldi del munifico funzionario Inps. Finocchiaro, secondo la ricostruzione degli inquirenti, aveva convinto i destinatari dei bonifici ad aprire da 3 a 15 conti correnti e a dotarsi di carte PayPal con cui rigirare il grosso dei versamenti. I più dovevano assicuragli una percentuale variabile dall'80 al 90%, ma con altri il funzionario sarebbe stato più generoso, fino a dividere la torta con meno squilibrio. Nel corso dell'inchiesta solo un'indagata ha manifestato la volontà di restituire i quasi 10mila euro ricevuti in modo illegale. A sua dire senza esserne a conoscenza.
Pietro Barghigiani
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