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Adescava ragazzini sui social: arrestato per violenza sessuale

Adescava ragazzini sui social: arrestato per violenza sessuale

Residente a Stagno, era pedinato e intercettato da mesi. Ma soltanto nell’ultimo periodo le sue avance e gli approcci si erano trasformati in molestie. Il blitz dei carabinieri a Marina di Pisa

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MARINA DI PISA. Era pedinato e intercettato da mesi. Ma soltanto nell’ultimo periodo le sue avance e gli approcci si erano trasformati in molestie. In alcuni casi, hanno accertato i carabinieri, i ragazzini e le ragazzine che era riuscito ad adescare su Facebook erano diventati vittime. Undicenni, dodicenni, tredicenni usati, irretiti e abusati.

Per questo alle 7 di giovedì 24 novembre i carabinieri hanno arrestato un uomo di 44 anni nella sua abitazione a Marina di Pisa. L’accusa, pesantissima: violenza sessuale su minori. La natura degli abusi sarebbe talmente odiosa da aver convinto il giudice per le indagini preliminari a disporne la detenzione in un carcere diverso dal Don Bosco, una struttura dove non rischia le ritorsioni degli altri detenuti per un reato da sempre considerato un’onta. Originario di Ponsacco, e sebbene residente a Stagno (Livorno), da anni l’uomo viveva in una casa a Marina. Dal comando provinciale dei carabinieri mantengono il più stretto riserbo. Ma l’inchiesta - rivela una fonte investigativa - sarebbe partita da una segnalazione.

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Per mesi l’uomo avrebbe adottato sempre la stessa tecnica. Utilizzando profili Facebook diversi, in cui si spacciava per un ragazzo molto più giovane della sua età, scriveva a ragazzini e ragazzine, prima fingendo di voler solo fare conversazione, ma poi chiedendo loro di far diventare l’amicizia social una vera conoscenza. E proprio nell’ultimo periodo l’uomo sarebbe riuscito a convincere alcuni dei minori ad incontrarlo. Alle volte anche fuori da scuola, anche se il primo contatto avveniva sempre in chat. E ogni volta che una delle sue vittime accettava di vederlo, lui le conduceva in zone appartate, li faceva salire in macchina e provava ad avere rapporti. I reati si sarebbero consumati sempre a Pisa. Spaventati da quello che in realtà si rivelava un adulto, alcuni rimanevano pietrificati. Altri invece si sarebbero ribellati e soprattutto sarebbero scappati.

Così qualcuno si è deciso a raccontare tutto ai carabinieri facendo partire l’indagine. E la chiave, hanno ricostruito i militari, sarebbe proprio quella dell’utilizzo dei social. Il 44enne si era costruito diversi alias, identità con cui di volta in volta provava ad avvicinare i minori.

 

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