Il Tirreno

Pisa

Spiragli per Teseco, l’adunanza dei creditori slitta a dopo Natale

di Danilo Renzullo
Spiragli per Teseco, l’adunanza dei creditori slitta a dopo Natale

Due le offerte: i possibili acquirenti stanno verificando i conti dell’azienda. Si punta a salvare 155 posti di lavoro

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PISA. Non è poi così nero il cielo sulla Teseco. Il delineamento dello scenario futuro è rinviato.

La Teseco torna appetibile e le offerte presentate per rilevare l'azienda leader in Italia nel settore delle bonifiche ambientali e nel trattamento dei rifiuti fanno slittare l'adunanza dei creditori.

Oggi sarebbe dovuta essere una giornata decisiva per il futuro della società di Ospedaletto e per i suoi 155 dipendenti per i quali l'azienda ha aperto una procedura di mobilità che si concluderà il prossimo aprile con il licenziamento dell'intera forza lavoro (in parte già mandata a casa sulla base di un accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro lo scorso ottobre che prevede il graduale licenziamento di tutti i lavoratori).

L'adunanza dei creditori sarà convocata probabilmente dopo il periodo natalizio. Un rinvio tecnico deciso per consentire agli imprenditori e ai gruppi imprenditoriali interessati a rilevare l'azienda nata nel 1984 di completare le due diligence in corso, confermare o rimodulare il prezzo proposto per l'acquisto della società di via Ragghianti e permettere alla Teseco di aggiornare la proposta da sottoporre ai creditori in base alle offerte ricevute.

Sono due i gruppi imprenditoriali che hanno puntato gli occhi sulla società, in concordato preventivo con continuità aziendale da ottobre 2015, avviando un percorso di “esplorazione” dei conti che, se valutato positivamente, si concluderà con un procedimento di gara.

Una delle due proposte di acquisto è stata formalizzata lunedì scorso al commissario giudiziale dalla Pa Service, azienda attiva nel settore della gestione dei rifiuti industriali su mercati nazionali ed internazionali con sede legale a Bolzano, che già nelle scorse settimane aveva concretizzato il suo interesse con un'offerta ritenuta però inidonea dalla Teseco.

La nuova proposta prevede l'acquisto dell'intero pacchetto societario, con il rilevamento del "Business unit impianti" (il ramo d'azienda più importante della società) e del "Business unit bonifiche", tramite il quale la pisana Teseco è attiva su numerosi siti nazionali inquinati.

«Rispetto alla precedente proposta - sottolinea la società altoatesina - abbiamo aggiunto all'offerta anche l'acquisto del ramo bonifiche per un progetto industriale e di sviluppo ancora più solido, che prevede importanti investimenti a sostegno dell'occupazione e del rilancio dell'azienda, valorizzando l'attuale sito produttivo, gli impianti e le competenze professionali esistenti che si potrebbero reimpiegare gradualmente e completamente in funzione dello sviluppo dell'attività. La proposta - prosegue la Pa Service, che si dice disponibile ad incontrare i rappresentanti dei lavoratori e le istituzioni per presentare il proprio piano industriale - contempla anche l'acquisizione dei rifiuti speciali stoccati presso le aree della Teseco, disinnescando la potenziale "bomba ecologica" ed evitando decine di milioni di euro di spese a carico della collettività».

Dopo tre aste andate deserte, l'interessamento di almeno due imprenditori riaccende la speranza dei lavoratori (che dopo un lungo periodo di cassa integrazione hanno operato in regime di solidarietà fino allo scorso 28 ottobre) e apre uno spiraglio concreto per salvare l'ultratrentennale storia industriale della Teseco e per preservare il maggior numero di posti di lavoro possibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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