Il Tirreno

Pisa

il preside dell’itis: «quella mail era poco formale»

«Segnaliamo gli studenti solo ad aziende conosciute»

«Segnaliamo gli studenti solo ad aziende conosciute»

PISA. «La nostra scuola invia i nominativi dei ragazzi solo alle aziende conosciute approfonditamente e solo se siamo sicuri dell'effettivo uso che ne viene fatto. La nostra attenzione è massima,...

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PISA. «La nostra scuola invia i nominativi dei ragazzi solo alle aziende conosciute approfonditamente e solo se siamo sicuri dell'effettivo uso che ne viene fatto. La nostra attenzione è massima, visto le numerose compagnie interessate ad acquisire numeri di telefono per poi rivenderli a scopo commerciale». Fortunato Nardelli, dirigente scolastico dell'Itis di via Contessa Matilde, risponde così alle critiche di Stefano Piacentini, riportate dal Tirreno. Piacentini, amministratore unico della Società Energetica Europea (S.e.e.) con sede a Ghezzano, aveva rimproverato la scuola pisana per non avergli fornito i nomi di neodiplomati da assumere. «Tempo fa ho chiamato l'Itis affinché mi indicasse dei ragazzi da inserire nel nostro staff. Mi è stato detto di inviare una mail e così ho fatto. Ma non ho ricevuto risposta, davvero incredibile - aveva dichiarato l'amministratore -. Già in passato ho assunto una decina di dipendenti, che si erano formati proprio all'Itis». L'ultima assunzione alla See ha riguardato due under-30 che hanno da poco concluso il loro percorso di studi in elettronica all'Itis. «Quanto ha dichiarato Piacentini è offensivo. L'istituto deve rispettare le norme vigenti in materia di privacy e di istruzione secondaria superiore. Possiamo fornire i dati personali dei nostri studenti o ex studenti a soggetti privati solo nei casi previsti dalla legge. Non è ammessa alcuna leggerezza. La scuola non ha nessun obbligo nel fornire i dati sensibili dei ragazzi - sottolinea Nardelli -. Sono andato a rileggere la mail inviata dalla See: è scritta in maniera vaga e poco formale, non c'è il nome del destinatario, né del mittente. Il modo poco preciso di scrivere una comunicazione del genere, qualifica chi la scrive. In questo caso la mia cautela nell'inviare i nominativi dei ragazzi è stata assolutamente giustificata».

Nardelli difende a spada tratta la scuola che dirige e assicura che il contatto tra essa e il mondo del lavoro è piuttosto frequente. «Quando riceviamo una richiesta da un'azienda, ci informiamo personalmente. Purtroppo ci arrivano anche tante richieste da compagnie interessate solo a creare dei database dei nominativi, sfruttando il lavoro della nostra segreteria - aggiunge il preside -. Per legge dobbiamo informare i diplomati prima di comunicare alle compagnie i loro dati. Sono procedure standard, basta un po' di buon senso per capirle».

Sharon Braithwaite

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