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Pisa

Pd, un “direttorio” a trazione renziana

Pd, un “direttorio” a trazione renziana

Lari rivoluziona la segreteria, sarà coordinata da un ufficio politico ristretto: dentro il gelliano Massimiliano Sonetti

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PISA.

Lui smussa, lo chiama un «riordino», appena un ritocco. Eppure quella messa a punto da Alessio Lari per la segreteria provinciale del Pd sembra una rivoluzione. Soprattutto perché arriva a dieci giorni dal referendum, uno spartiacque per la storia del partito. Il segretario-sindaco di Buti dà vita a una mini segreteria, un ufficio politico ristretto che coordinerà l’esecutivo provinciale e farà capo a lui e ad altri 7 esponenti Democrats. Obiettivo: guidare gli ultimi giorni di corsa verso il 4 dicembre sul territorio e poi affrontare con questo nuovo assetto le sfide del day after.

Qualunque sia l’esito del voto, il Pd pisano avrà una trazione iper renziana. Perché in segreteria, seppure formalmente non esca di scena nessuno, entra Massimiliano Sonetti, ex vicesindaco di Pontedera e gelliano di ferro, a cui verrà affidato un ruolo di vertice in quello che sembra un “direttorio” formato Dem. Alcune funzioni della rosa “lunga” a 13, infatti, vengono ridimensionate. L’esecutivo avrà una struttura doppia, una limitata al «coordinamento», l’altra allargata a tutta la squadra. Il primo si occuperà delle sfide politiche, alla seconda restano le deleghe tematiche.

Un nuovo corso comunicato da Lari alla direzione del partito lunedì, la sera prima della Leopolda pisana con Matteo Renzi, e deciso non senza il via libera dei colonnelli renziani per questo spicchio di Toscana, il vicesegretario regionale Antonio Mazzeo e il deputato Federico Gelli.

Così, nell’ufficio politico, ci saranno Matteo Trapani, vice di Lari e leader pisano dei Giovani Dem che dovrà rilanciare il tesseramento sul territorio, i circoli e le unioni comunali, poi Paolo Cipolli, il renziano e tesoriere Nicola Landucci, la presidente della direzione Barbara Guerrazzi e l’altra vice, Rosa Dello Sbarba, fontanelliana. E se per qualcuno la riorganizzazione è quasi un blitz, lo è proprio per i cuperliani e i fedelissimi del leader della Sinistra Dem pisana. Anche se per ora non sono previsti rimpasti e rimescolamenti di deleghe, la creazione del coordinamento sembra far slittare il baricentro del partito un po’ più lontano dall’orbita di Paolo Fontanelli, che proprio alla vigilia della tappa del premier a Pisa, con un post su Facebook, ha reso pubblico il suo No alla riforma. Un No, a dire il vero, già manifestato da giorni con la firma di un documento con cui i parlamentari vicini a Gianni Cuperlo si discostavano dal leader.

«Abbiamo avviato un riordino delle deleghe della segreteria provinciale per dare nuovo impulso all'azione del partito - dice Lari - nel solco del percorso unitario e per portare avanti il lavoro avviato». Certo, unità. Ma in filigrana il messaggio è chiaro. Se Fontanelli apre una ferita nel Pd pisano, i renziani si ricompattano. E lo fanno con il traino degli alleati, di chi, seppure muovendo qualche critica, come Enrico Rossi, rema nella stessa direzione. Per questo con Sonetti, entra anche Corrado Guidi, attuale sindaco di Bientina, da sempre vicino al governatore.

Un modo per riequilibrare la quota rossiana, praticamente azzerata dopo la rottura con Alessio Antonelli, il sindaco battuto da Susanna Ceccardi a Cascina e le cui funzioni in segreteria sono sempre più evanescenti e ormai arrivato ai ferri corti con i vertici renziani. Stesso discorso per Francesco Lupi, che ad aprile ha annunciato le dimissioni da segretario di San Miniato in polemica con il sindaco Vittorio Gabbanini. Sarà la mini segreteria, dunque, a traghettare il partito oltre il referendum e ad orientare le scelte per le prossime amministrative. Per Bientina 2017, ma soprattutto per Pisa 2018.

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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