Sicurezza
La bocciatura arrivò dal Comitato dei Garanti
Dalle braccia alzate in segno di vittoria alle braccia incrociate in segno di protesta. Lo scorso 20 agosto è stata l'onorevole di Forza Italia Daniela Santanchè - presidente onoraria del Comitato No...
Dalle braccia alzate in segno di vittoria alle braccia incrociate in segno di protesta.
Lo scorso 20 agosto è stata l'onorevole di Forza Italia Daniela Santanchè - presidente onoraria del Comitato No Moschea - ad annunciare il raggiungimento del numero di firme necessario per chiedere l'indizione del referendum. Euforia gelata lo scorso settembre dal direttore generale del Comune Marzia Venturi che, sulla base del pronunciamento del Comitato dei garanti, ha bocciato la richiesta. Le firme raccolte dai "No moschea" hanno superato abbondantemente quelle richieste: 2.530 sottoscrizioni a fronte delle 1.794 (il 2,5 % del corpo elettorale, che ammonta a 71.760 elettori) necessarie per chiedere l'indizione della consultazione popolare, il cui obiettivo dichiarato dal Comitato No Moschea è quello di «far esprimere i pisani sull'opportunità di edificare un luogo di culto islamico in città».
Alla fine, però, si sono rivelate valide solo 275 firme. Le altre sono state raccolte in modo non regolare, secondo il Comitato dei garanti che ha dichiarato inammissibile la richiesta referendaria, in quanto gli autenticatori non risultavano idonei a farlo. Un esito che ha aperto un nuovo fronte della "guerra" per conquistare la possibilità di poter far esprimere la cittadinanza sul progetto di costruzione della maxi moschea nel quartiere di Porta a Lucca, che adesso si giocherà soprattutto a colpi di ricorsi e di carte bollate. (d.r.)
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