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Pisa

Da Augello a Garzella ecco chi sale a bordo all’ultima fermata

Da Augello a Garzella ecco chi sale a bordo all’ultima fermata

In prima fila i vertici del Pd, i fedelissimi ma anche volti nuovi Lui sprona i giovani: «Fate capire che non votano tutti No»

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PISA. Nella navata della vecchia stazione ci sono i fedelissimi, quelli della prima ora, della seconda e dell’ultimissima. C’è la classe dirigente cittadina, i sindaci, i big del partito ma pure i prof, medici di Cisanello come Francesco Menichetti, avvocati come Carlo Porcaro D’Ambrosio. E c’è la provincia profonda, quella operaia della Piaggio pontederese e delle concerie. «Oh Nannipieri, come tu stai?», saluta Matteo Renzi dal palco il cascinese. «Io sono fiorentino, un ragazzotto venuto giù con la piena. Oddio, siamo a Pisa, anche voi l’Arno...». Sembra impossibile che si accorga di tutti quelli in platea. Ma è sempre stato così. Se ogni città ha un suo Giglio Magico deve fiorire anche con la tempesta. Così questo non è solo il referendum in cui «o è sì o è mai», ma anche uno spartiacque. O sei qui o non ci sarà un poi. In fondo potrebbe essere l’ultima fermata del treno renziano, ma chi vuole restare a bordo deve accettare il rischio che dopo il tunnel ci sia un binario morto. Così aspettavano in prima fila, certo, Dario Parrini e Antonio Mazzeo, segretario e vice dei Dem toscani, poi quello provinciale Alessio Lari, e cittadino, Giovanni Viale. Ovvio, pure Filippeschi. E forse anche i lettiani (chissà se definitivamente “ex”) come Maria Chiara Carrozza, Andrea Pieroni e Ylenia Zambito. «Mi ha convinta, è bravissimo, ha un’energia incredibile», dice uscendo l’assessora all’urbanistica. C’è poi Valentina Delmonte, di San Miniato, che pur di assaporare l’aria da pole position resta seduta lì davanti prima dell’inizio per tenere il posto a Mazzeo. Ma lì, affacciati al Matteo-show compaiono anche Massimo Augello, ex rettore dato come possibile candidato sindaco, poi Vincenzo Barone, il direttore della Normale. In terza e quarta fila, ma con la certezza di essere politicamente consanguinei fin dall’inizio, Massimiliano Sonetti e Sandra Capuzzi. E ok, il sigaro non sarà esattamente un talismano renziano, ma anche Andrea Serfogli è lì, in seconda fila, dietro Federico Gelli, che alla fine al premier presenta Giovanni Garzella, che ha appena abbandonato la nave berlusconiana per salire sul carro renziano con tanto di selfie. Giulia Deidda, sindaca di Santa Croce (ormai “ex” bersaniana?), si scambia messaggini con Mazzeo. C’è il rossiano Simone Millozzi. Ma alla fine Renzi parla con Andrea Cioni, giovane Dem. «Mi raccomando - dice il premier - lavorate sodo, dimostrate che i giovani non sono tutti per il No».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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