Il Tirreno

Pisa

Troppo traffico per il nuovo volto di Porta a Mare

Troppo traffico per il nuovo volto di Porta a Mare

Viaggio nell’ex quartiere industriale della città Pro e contro di una trasformazione urbana in corso

5 MINUTI DI LETTURA





PISA. Negli ultimi anni è cambiato in modo radicale. Forse più di ogni altro quartiere della città “vecchia”. Porta a Mare - il quartiere che ieri ha ospitato il primo appuntamento del Caffè Tirreno, la nostra iniziativa per dare voce ai cittadini - fa cerniera tra le mura storiche e la proiezione naturale di Pisa verso il mare. Con le nuove costruzioni ha subìto (e subirà) importanti mutamenti. Nel bene - perché al posto dei capannoni industriali dismessi sono stati costruiti appartamenti, uffici e servizi - e, inevitabilmente, anche nel male, visto che l’Aurelia nelle ore di punta è più trafficata che mai. La storica via romana, che attraversa Pisa da nord a sud, divide in due l’intero quartiere, separando i nuovi insediamenti (verso il mare) dalla parte più datata, sul versante dove sorge la fabbrica della Saint-Gobain.

E ieri i tantissimi cittadini che sono venuti a trovarci al Coffee Bar di via Ponte a Piglieri (accanto al supermercato Coop) ce lo hanno ribadito più volte. «Quando nel 2007 fu ideato il primo progetto della nuova viabilità - ricorda Sergio Brondi, un residente della zona - nessuno poteva prevedere queste trasformazioni urbanistiche. Nelle ore di punta basta un semaforo rosso che si blocca tutto. Muoversi in macchina è difficilissimo».

Più rotonde, meno incroci. È ciò che chiede la popolazione. Richieste tra l’altro in sintonia con i piani dell’amministrazione comunale, che pur lentamente sta procedendo nella soppressione di tutti i semafori sull’Aurelia sostituendoli con rotatorie. Anche il più temuto dagli automobilisti, quello sul ponte dell’Aurelia (il ponte dell’Impero), allo svincolo per il Cep. Quando scatta il rosso si generano lunghissime code in grado nelle ore di punta di raggiungere perfino l’uscita della Fi-Pi-Li. «Per ora è inevitabile - spiega Benedetta Di Gaddo, residente a La Vettola e presidente del Ctp 2, che racchiude proprio Porta a Mare - ma con le rotatorie sono sicura che i problemi verranno in qualche modo risolti». «Speriamo venga realizzata presto la rotatoria all’intersezione con via della Fossa Ducaria», l’auspicio di Marco Salvadori, titolare del Coffee Bar dove si è svolto l’appuntamento del primo Caffè Tirreno.

Il via vai delle auto, anche ieri mattina, era molto intenso. Con due grossi supermercati come la Coop e l’Eurospin, i tanti uffici che hanno trovato ospitalità nei nuovi centri servizi ed i diversi appartamenti edificati, l’ex area industriale oggi fa da polo per un gran numero di persone che la raggiungono prevalentemente in auto. Attraverso l’Aurelia, ovviamente, spartiacque tra la parte storica del rione e quella più nuova. «Fisicamente sembra diviso in due diverse zone - sottolinea Pietro Paolo Lupi, residente e fondatore dell’associazione “Il Muretto” - e per attraversare a piedi la strada principale servono altre strisce pedonali. Bisognerebbe replicare quelle che già ci sono davanti alla Coop anche di fronte al Bar Livorno, dove sono solo provvisorie. Serve un’isola, in mezzo alla carreggiata, che permetta ai pedoni di fermarsi tra le corsie in sicurezza, in attesa che transitino i veicoli».

In verità, sempre tra la Saint-Gobain e il nuovo insediamento urbano, c’è un sottopasso. Ma non viene considerato sicuro. «Le persone, soprattutto la notte, non lo imboccano serenamente», continua Lupi. Dello stesso parere Carla Ricci, che vive lungo via Marangone. «Io da lì non passerei - spiega la signora - e di notte non consiglierei a nessuno di andarci. Dà l’idea di un posto non proprio sicuro». Interviene Benedetta Di Gaddo: «Come Ctp 2 abbiamo chiesto che nel bilancio partecipato venisse finanziata e realizzata la videosorveglianza del sottopasso, con adeguato miglioramento dell’illuminazione».

Ma anche in superficie i problemi non mancano. Enrico De Guidi, 77 anni, è un ex impresario edile. La sua azienda di costruzioni ha partecipato alla costruzione del pronto soccorso di Cisanello. È uno del mestiere. Ci porta a fare un giro nel quartiere, nota i pavimenti sconnessi lungo l’Aurelia («qui quando piove si allagano, il fondo non è pari», dice) e le ringhiere arrugginite. «Su via Livornese, in pieno giorno, le macchine corrono a più di 70 chilometri orari - racconta il pensionato pisano - ed è pericoloso. Ad attraversare la strada c’è da aver paura». La polizia municipale, a suo dire, a Porta a Mare non si vede da anni. «Se almeno ogni tanto ci fosse qualche pattuglia - dice - la gente non andrebbe così forte».

Poi, basta svoltare l’angolo di via Nino Pisano che si trova quell’incrocio “cieco” davanti alle scuole Biagi tra via Fazio e via Sardo. «Qui è prevista una rotatoria che corrisponde ad un’autentica necessità», dice Kety Ghelardi della tabaccheria di via Nino Pisano, altra rappresentante del comitato “Il Muretto”. Dario Rametta spinge la sua attenzione più a sud: «La rotonda in prossimità dell’ingresso dell'autostrada è estremamente pericolosa e va corretta: la visuale è ostacolata dal pilastro portante e mancano le indicazioni stradali. Impossibile arrivare da Porta a Lucca a Porta a Mare in bici, in piena sicurezza, non ci sono piste ciclabili lungo l'Aurelia». Un ragionamento complessivo arriva dall’ingegner Giovanni Dello Sbarba, che abita a Porta a Mare da oltre sessant’anni. «Sì, assistiamo a file di auto spaventose. Un’ipotesi potrebbe essere quella di deviare l’Aurelia prima del nucleo urbano per togliere quote di traffico ricollegandola al nuovo ponte. La situazione è peggiorata negli ultimi anni. A questo punto occorre uno studio complessivo della mobilità nell’area».

Traffico uguale ambiente uguale inquinamento. Guido Cerbai, del circolo di Rifondazione Comunista di Porta a Mare: «Il quartiere è preoccupato per quanto riguarda la qualità dell’aria. La centralina che la misurava è stata disattivata nel 2010. Grazie alla richiesta avanzata da oltre 500 firmatari, Una Città in Comune ha presentato nel 2015 una mozione (approvata in consiglio all’unanimità) affinché fosse attivato lo strumento di misurazione. Quest’anno abbiamo ottenuto una centralina mobile, di proprietà di un’azienda privata, che condurrà quattro studi stagionali: le ultime rilevazioni si sono concluse il 18, attendiamo i risultati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato