Sicurezza
Stato di agitazione a Palazzo Niccolini
SAN GIULIANO TERME. La contrattazione si trasforma in un braccio di ferro. E la trattativa per l'applicazione del nuovo contratto integrativo e per il riconoscimento delle progressioni di carriera...
SAN GIULIANO TERME. La contrattazione si trasforma in un braccio di ferro. E la trattativa per l'applicazione del nuovo contratto integrativo e per il riconoscimento delle progressioni di carriera approda in prefettura. A Palazzo Medici toccherà il compito di lenire i contrasti tra il Comune di San Giuliano Terme e una parte della delegazione trattante, convocata per un confronto sulla formulazione e l'applicazione del nuovo contratto di secondo livello e sul riconoscimento delle progressioni di carriera.
La Fp-Cisl e la Fpl-Uil hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti del comune termale che, senza un accordo, potrebbe sfociare in uno sciopero. I due sindacati lamentano la «mancanza di relazioni sindacali improntate a trasparenza, correttezza e buona fede e un atteggiamento da parte del presidente della delegazione trattante di parte pubblica palesemente percepito irrispettoso e denigratorio nei confronti delle organizzazioni sindacali». I rappresentanti dei lavoratoti accusano l'amministrazione comunale di non voler riconoscere al personale le progressioni di carriera «sbloccate nel gennaio 2015». «Secondo il parere della parte pubblica - proseguono i due sindacati - la mancanza di un contratto integrativo vigente pregiudica la sottoscrizione di un accordo economico. Ci chiediamo allora come sia stato possibile la liquidazione e il pagamento di tutte le indennità accessorie». Un rifiuto «che, dopo il contratto del pubblico impiego scaduto da sette anni, penalizza ulteriormente i lavoratori», spiega Cinzia Ferrante, segretario della Fp-Cisl di Pisa. Accuse che l'amministrazione rimanda al mittente. «Abbiamo creato gli strumenti per erogare premi, performance e arrivare alla formulazione di un nuovo contratto integrativo (scaduto nel 2012, ndr) per il personale - risponde il vicesindaco Franco Marchetti -, colmando anche i vuoti lasciati dall'amministrazione precedente. Siamo disponibili a confrontarci, a trattare e ad applicare in tempi rapidi il nuovo contratto integrativo, perché vogliamo riconoscere i diritti ai lavoratori (circa 150, ndr), ma nei limiti consentiti dalla legge».
Il confronto tra l'amministrazione comunale e i sindacati proseguirà il 23 novembre con una nuova convocazione della delegazione trattante, ma senza un accordo - in sede comunale e prefettizia - Cisl e Uil minacciano nuove forme di mobilitazione che potrebbero sfociare anche nella proclamazione di uno sciopero.
Danilo Renzullo
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