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Pisa

Ragusa, la parte civile: «Sentire come teste collaboratore di Logli»

Ragusa, la parte civile: «Sentire come teste collaboratore di Logli»

Il riferimento è all’amico con cui Antonio organizzò la simulazione in via Gigli dell’avvistamento in auto

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PISA. «Va sentito l’amico con cui Logli fece la prova dell’avvistamento in auto. Lo solleciteremo al giudice in vista della prossima udienza».

L’avvocato Nicodemo Gentile, presidente dell’Associazione Penelope, non include solo i figli di Antonio e Roberta Ragusa nell’elenco delle persone che il gup, Elsa Iadaresta, dovrebbe ascoltare come testi per mettere a fuoco passaggi che, come parte civile, ritiene meritevoli di approfondimento utile per andare oltre le deposizioni agli atti. Una richiesta non vincolante quella del presidente dell’associazione che si occupa di persone scomparse.

Giudizio rapido. Le redini del processo (2 dicembre discussione, 21 dello stesso mese sentenza) sono nelle mani del giudice che può disporre integrazioni testimoniali o investigative. Ipotesi destinate a rimanere sulle pagine della procedura penale considerata la fissazione dell’udienza per il verdetto. La sensazione è che il gup, vista anche la calendarizzazione a breve, conosca le carte in modo accurato e non avverta l’esigenza di particolari contributi che già non siano raccontati nelle 12mila pagine del fascicolo. E anche la Procura tende a escludere la necessità di chiedere l’esame di testi. «Saremo lì a discutere il processo» ha detto al Tirreno il procuratore capo, Alessandro Crini.

Teste da sentire. L’episodio sul quale l’avvocato Gentile chiede al gup di chiamare a testimoniare un collaboratore dell’autoscuola di Logli è quello della simulazione. Un'intercettazione ambientale prova, per l'accusa, che Logli sapesse dell'avvistamento notturno da parte di Loris Gozi, testimone della presunta lite tra moglie e marito in via Gigli. "Chi l'ha visto?" fece un servizio su un testimone oculare dicendo che l'incrocio Gozi-Antonio si sarebbe materializzato in via Dini, davanti alla casa dei Logli. In un'intercettazione in auto con un amico (quello che Gentile chiede di sentire di nuovo), l'elettricista di Geste, però, fa una verifica sull'avvistamento in via Gigli, dove Gozi sostiene di averlo visto, ma quella strada non era stata indicata nel servizio televisivo. «Logli riferisce alcuni particolari, che sarebbero stati riportati dal testimone, non ancora, però, di dominio pubblico, a riprova della conoscenza degli stessi» sottolinea la Cassazione nella sentenza di annullamento del non luogo a procedere.

«Teste di via Gigli inattendibile». Se il Gozi è ormai classificato come il superteste capace di smontare la versione di Logli («Sono andato a dormire a mezzanotte e mi sono svegliato alle 6,45»), c’è un’altra figura ritenuta chiave dall’accusa. È la donna che vive in via Gigli e che andando in farmacia, di notte, sostiene di aver visto Logli prima litigare con una donna e poi pulire il ciglio della strada. La Cassazione a proposito dell’attendibilità della teste scrive che «il gup Laghezza evidenzia come riguardo alla persona (nome della donna, ndr) sia stata disposta dal pm consulenza in ordine alla capacità di testimoniare conclusasi con l'accertamento della compromissione della stessa. E come, a parte le divergenze evidenziate e la singolarità del mancato riconoscimento della Ragusa, da parte della (nome della teste), come del resto anche da parte del Gozi, nella donna dell'alterco, l'assenza di tracce ematiche della donna scomparsa sulla Citroën C3 in uso a quest'ultima e comunque sui veicoli della famiglia Logli renda totalmente inidonee le dichiarazioni della (nome donna, ritenuta inattendibile per la sua incapacità a testimoniare, ndr) sulla presenza delle macchie ad assurgere a prova dell'avvenuta consumazione dell'ipotizzato omicidio».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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