Sicurezza
«Dove non passiamo più noi solo selve»
PISA. Marco, 42 anni, pistoiese, è ovvio, vuole restare anonimo. «Mettiamolo in chiaro: siamo fuorilegge e lo sappiamo». Dunque inutile richiamarlo al rispetto della legge. La moto per lui è moto:...
PISA. Marco, 42 anni, pistoiese, è ovvio, vuole restare anonimo. «Mettiamolo in chiaro: siamo fuorilegge e lo sappiamo». Dunque inutile richiamarlo al rispetto della norme. La moto per lui è moto: passione col turbo. E le regole, poi, confini sfumati. «Il mondo è grande e di tutti. Non vedo perché debba essere off limits per noi e per altri no».
Scusi, ma i sentieri Cai sono vietati.
«Sì, ma i sentieri Cai negli ultimi anni sono aumentati come funghi. E se gli alpinisti li hanno individuati è grazie al nostro lavoro, che 15 o 20 anni fa li abbiamo condotti su tracciati per loro inesplorati. Così adesso per noi sono proibiti, lo spazio per l’enduro si sta restringendo».[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.14441503:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2016/11/20/news/agenti-travolti-dalle-moto-far-west-sui-monti-pisani-1.14441503]]
Ma il vostro passaggio li distrugge.
«Non è vero. Li distrugge chi, scellerato, ormai ha preso di mira i Monti Pisani. Io faccio parte di un team che batte tutta la Toscana e la regola è quella di non concentrarsi sempre in un solo luogo, il rischio è proprio quello di danneggiarlo oltre che quello di dare troppo nell’occhio. E poi perché i boscaioli possono spaccare il bosco con i trattori e noi no? Perché i cacciatori possono sparare e fare rumore e noi no? La verità sa qual è?»
Quale?
«Dove non passiamo più, ad esempio in Garfagnana, i sentieri sono selve, nessuno li pulisce».
Cai, abitanti del luogo e ambientalisti sono esasperati.
«Siamo una categoria nel mirino per colpa di un gruppo di ragazzi della zona ormai diventato pericoloso. Chi investe gli agenti non è un vero endurista. Ci dissociamo».
Perfino la Federazione motociclistica italiana ha lanciato un monito contro l’enduro selvaggio.
«Basta non esagerare. E comunque quando la Protezione civile ci chiama per fare ricerche nei boschi o portare soccorsi ai terremotati facciamo comodo, ma se andiamo sui monti la gente appende i cavi d’acciaio agli alberi rischiando di ucciderci e nessuno dice niente».
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