Sicurezza
«Danni ad ambiente ed economia: fermiamoli»
Loro sradicano i cartelli di divieto dai sentieri per non essere multati e la giustizia punisce chi difende la bellezza non chi la distrugge
PISA. «Ormai le hanno escogitate tutte. Sanno che per poter essere sanzionati, sui sentieri devono esserci i cartelli di divieto. Ecco, loro li strappano, così nessuno può multarli». Per Evelin Franceschini fermare l’enduro selvaggio è diventata una missione. Giovane alpinista e speleologa di Calci, è la presidente regionale del Tam del Cai, il settore che si occupa di Tutela dell’ambiente montano.
Quali danni provocano le moto ai Monti Pisani?
«Molti. Ci sono quelli legati ai sentieri. Le ruote scavano fosse che col tempo e le piogge diventano ruscelli e canali profondi. E ripristinarli è molto costoso, perché sono impossibili da raggiungere con l’auto. Poi c’è l’impatto economico. Sono moltissime le guide ambientali che conducono escursionisti su queste alture. E la presenza delle moto le fa diventare certo meno appetibili, oltre che pericolose. Prima o poi uno di questi motocilisti investirà qualcuno, corrono come pazzi dove la gente va a piedi. Infine ci sono molti danni che non possono essere monetizzati».[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.14441503:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2016/11/20/news/agenti-travolti-dalle-moto-far-west-sui-monti-pisani-1.14441503]]
Quali?
«Quelli del disturbo alla fauna. L’impatto acustico è molto forte. Oltre ai cinghiali, su queste montagne ci sono uccelli che le hanno elette come rifugio per lo svernamento. I rider delle moto potrebbero convincerli a cambiare luoghi».
Ma avete mai provato a parlare con loro?
«Ieri sera (venerdì, ndr) avevamo invitato un gruppo ad un incontro con le autorità organizzato alla sede pisana del Cai. Ma purtroppo il rappresentante ha avuto un incidente e non si è potuto presentare».
Il clima però è infuocato.
«Anche perché si assiste ad alcuni paradossi inaccettabili. Un abitante di Ripafratta ha installato un cancello sulla sua proprietà nel tentativo di ostacolare il passaggio delle moto e invece di essere agevolato è stato denunciato per aver compiuto un abuso, un’irregolarità rispetto ai vincoli paesaggistici. Paradossalmente, chi distrugge la bellezza del monte non si riesce a farlo pagare, chi la difende viene indagato e processato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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