Il dolore
Nessun esubero, Tim smentisce le paure dei tagli
PISA. «Non sono previsti esuberi, con i sindacati è in corso una normale contrattazione di secondo livello. Non licenziamo nessuno». Così l'ad del gruppo Telecom Flavio Cattaneo, a margine di una...
PISA. «Non sono previsti esuberi, con i sindacati è in corso una normale contrattazione di secondo livello. Non licenziamo nessuno». Così l'ad del gruppo Telecom Flavio Cattaneo, a margine di una iniziativa a Tor Bella Monaca, a Roma. È una risposta, indiretta, anche ai lavoratori che hanno spresso preoccupazione l’altro pomeriggio, ai piedi della Torre, dove hanno fatto un presidio di lotta. Tim smentisce qualsiasi indiscrezione relativa all'individuazione di esuberi all'interno della società e all'avvio di procedure di legge conseguenti. L'azienda ha ribadito alle organizzazioni sindacali la volontà dell'attuale management di salvaguardare il perimetro organizzativo e di gestire le eccedenze produttive attraverso processi di formazione e riqualificazione professionale che porteranno a un più efficace impiego delle competenze dei singoli, consentendo l'internalizzazione di attività ad alto valore aggiunto e il potenziamento delle attività legate al core business aziendale.
Tim ha avviato un piano straordinario di contenimento dei costi di struttura e di miglioramento della spesa senza influenzare, neppure in minima parte, il livello degli investimenti previsti né l'attuale costo del lavoro.
L’azienda della telefonia è impegnata, dicono fonti aziendali, per lo sviluppo delle infrastrutture e per la digitalizzazione del Paese grazie a un piano di investimenti di 4,5 miliardi di euro per lo sviluppo della banda ultralarga fissa e mobile nel triennio 2016-2018. Un impegno che ha permesso già a inizio novembre di centrare gli obiettivi di copertura della fibra ottica e del 4G previsti per la fine del 2016, e di incrementarli ulteriormente. Questi risultati hanno consentito all' azienda anche di incrementare il fatturato registrando il miglior risultato dal 2007 delle attività in Italia.
È stato avviato un confronto coi sindacati per la ricerca di soluzioni che consentano di adeguare le previsioni dell'accordo del maggio del 2008 alle mutate condizioni di mercato e alla conseguente esigenza di migliorare i livelli di servizio per la clientela . La disdetta dell'accordo va letta quale adempimento finalizzato ad avviare un nuovo tavolo di confronto.
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