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Pisa

Caso architetto, lievitano i costi per la nuova scuola

Caso architetto, lievitano i costi per la nuova scuola

Uniti per Calci: «Dopo la rimozione del funzionario il Comune ha chiesto una consulenza da 110mila euro»

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PISA. Prima che venisse travolta dalle polemiche e dalla rimozione di un funzionario che si firmava architetto «per cortesia» (il copyright è del sindaco Massimiliano Ghimenti), la fase iniziale della progettazione preliminare per la costruzione della nuova scuola media G. Pisano sarebbe costata alla casse del comune di Calci 200mila euro. «Ma dopo aver pasticciato l’iter procedurale del bando di gara - dicono i consiglieri di Uniti per Calci, Paolo Lazzerini, Giulio Messerini, Valter Mignani e Maila Mangini - e aver rimosso dall’incarico il responsabile dei lavori pubblici, quello nuovo ha ritenuto opportuno cambiare rotta affidando il progetto in toto a professionalità esterne avvalendosi anche di un esperto di supporto che lo sostenga nelle gestione del nuovo iter e così i costi sono lievitati di 110 mila euro».

Un aumento certificato con una variazione di bilancio approvata in consiglio comunale il 3 novembre scorso. Dunque, con l’ok della maggioranza. Ma secondo i consiglieri di opposizione sarebbe la dimostrazione di una giunta che procede a tentoni, per tentativi. A settembre il caso era esploso a seguito di una lettera inviata dall’Ordine degli architetti di Pisa all’amministrazione calcesana. In quel messaggio, i professionisti manifestavano la loro contrarietà alla forma di bando scelto per elaborare il progetto del nuovo edificio scolastico e evidenziavano come il responsabile del settore lavori pubblici, nonostante per anni si fosse firmato con la qualifica di architetto in moltissimi documenti del Comune, non fosse mai stato iscritto a nessun albo d’Italia, e che dunque il progetto non potesse essere affidato a chi architetto non lo era.

Perché questo prevede la gara pubblica: le linee guida per la progettazione sono in carico ad un pool di dipendenti comunali, mentre la fase esecutiva deve essere affidata ad esterni. «Ma è un iter anomalo perché chi vincesse il concorso si troverebbe ad essere un mero esecutore», ha sempre ripetuto Giuliano Colombini, presidente dell’Ordine degli architetti pisani, che a fine ottobre ha inviato un nuova lettera al sindaco Ghimenti in cui chiedeva di «azzerare l’intera procedura sul progetto del plesso e avviarne una nuova con la correzione degli errori commessi», ciò a cui «l’Ordine tiene», oltre «a porre il funzionario interessato di fronte alle proprie responsabilità». Se questo non avverrà, scrivono gli architetti, lo «segnaleranno agli organi di vigilanza», «sia per il funzionario interessato sia i dirigenti responsabili dell’omesso controllo». Un documento duro, giunto il 27 ottobre. «A quanto pare l’azzeramento non c’è stato, il bando è ancora quello, l’iter è stato riavviato così com’era ma si è aggiunta una consulenza», dicono i consiglieri di Uniti per Calci.

«E nonostante il sindaco abbia promesso rigore e trasparenza - aggiungono - continua a non dire come intende agire in merito alla posizione del sedicente architetto». Non solo. Nei giorni scorsi operai del Comune avrebbero rimosso arbusti e vegetazione sui terreni privati su cui dovrebbe sorgere la scuola. «Operazione utile a fare rilievi topografici - dicono i consiglieri -ma non ci risulta siano state avviate procedure di acquisizione bonaria, il Comune avrebbe ricevuto un ok a voce da proprietari. E se poi decidessero di chiedere i danni in contenzioso?».

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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