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Bancarelle, in otto a processo: picchiato chi non pagava pizzo

Bancarelle, in otto a processo: picchiato chi non pagava pizzo

Contestate agli imputati l’estorsione e le lesioni personali Le testimonianze dei carabinieri che indagarono sul racket

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PISA. L’inchiesta sul racket tra stranieri per gestire le bancarelle in Piazza dei Miracoli approda in Tribunale e vede alla sbarra otto bengalesi accusati di estorsione aggravata in concorso e lesioni personali gravi nei confronti di tre connazionali picchiati nel dicembre 2010 in via Pietrasantina.

In aula hanno sfilato i carabinieri autori delle indagini innescate dal pestaggio di un ambulante avvenuto nel dicembre 2010. Il primo a deporre, davanti al primo collegio del Tribunale (presidente Murano, a latere D’Auria e Giovannelli), è stato l’ex comandante del nucleo investigativo, ora al comando della Compagnia di Pontedera, capitano Michele Cataneo. A seguire altri militari che svolsero le indagini coordinati dal sostituto procuratore Antonio Giaconi, ieri in aula nel ruolo di pm.

Tra licenze regolari, affitti e subaffitti esosi, soldi in chiaro e, soprattutto, in nero pretesi con minacce se non di peggio, il lato oscuro del mondo del commercio in zona Duomo finisce in Tribunale. È uno spaccato reale del business alimentato dai passaggi tra bancarellai italiani, titolari di licenza del Comune, e bengalesi disposti a prendere in affitto la postazione per presidiare un posto visitato ogni anno da milioni di turisti.

Gli episodi risalgono al dicembre 2010 e, attraverso le indagini dei carabinieri, misero in luce un sistema che per la Procura era improntato all'egemonia di un gruppo di commercianti a scapito di altri colleghi, costretti a soggiacere alle richieste di denaro per poter lavorare.

Gli imputati: Noman Md Abu, 48 anni; Masum Md Abu, 43 anni; Mamun Md Sharker, 36 anni; Zainal Abedin 30 anni; Maran Md Hossain 32 anni; Mohammad Shahin, 40 anni; Bin Rakib Shaokat, 28 anni; Ullah Khan Md Barkat, 30 anni. Tutti residenti o gravitanti su Pisa. Ieri in aula come difensore c’era l’avvocato Giovanni Frullano, mentre il legale Salvatore Giuseppe Cutellè assiste una parte civile.

Prossima udienza ad aprile per sentire altri testi del pubblico ministero.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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