Il Tirreno

Pisa

Caso Ragusa, Logli verso un processo lampo: giudizio sugli atti e senza testimoni

Pietro Barghigiani
Antonio Logli e nel riquadro Roberta Ragusa
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Antonio Logli e nel riquadro Roberta Ragusa

Pisa: quasi certa la richiesta di rito abbreviato nell’udienza davanti al gup Iadaresta. L’avvocato Cavani smentisce un’inchiesta bis ed eventuali interrogatori dei figli dell’imputato

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PISA. Quella che nel marzo 2015 era un’ipotesi, venerdì 18 potrebbe essere una certezza: con ogni probabilità Antonio Logli chiederà di ricorrere al rito abbreviato nell’udienza preliminare davanti al gup, Elsa Iadaresta che deve decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura per omicidio volontario e distruzione di cadavere. Quello della moglie, Roberta Ragusa, sparita nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 dalla sua casa in via Dini a Gello. L’udienza, in programma alle 9 in aula 2 al primo piano, si terrà in camera di consiglio. Niente pubblico. E anche la stampa, con fotografi e operatori tv, sarà ristretta in spazi delimitati all’interno del Tribunale.

Esame solo sugli atti. La scelta processuale non ha niente a vedere con il patteggiamento spesso associato all'equivalenza di un'ammissione di colpa. L'imputato, sicuro della propria innocenza, non si sottrae al giudizio di merito (al contrario del patteggiamento che definisce solo entità e congruità della pena, ndr). Ma fa "risparmiare" tempo alla macchina della giustizia rinunciando ai testimoni e, soprattutto, chiedendo l'esame a suo carico solo sulla base degli atti. In caso di condanna è previsto lo sconto di un terzo della pena e la possibilità di fare appello. Logli nel marzo 2015 decise di partecipare all’udienza. Per l’appuntamento di domani l’imputato sceglierà la mattina stessa se partecipare, sapendo di esporsi di nuovo all’assalto di stampa e tv.

Più udienze. In caso di abbreviato, il gup dopo aver sentito le parti, dalla Procura (procuratore capo Crini e pm Mantovani) alla difesa (avvocati Roberto Cavani e Saverio Sergiampietri) e alle parti civili (le cugine e l’associazione Penelope), fisserà una nuova udienza per la discussione con sentenza.

  • VIDEO Il caso dalla scomparsa alla Cassazione

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Niente abbreviato. Se Logli dovesse scegliere di affrontare l’udienza preliminare si ripeterà il copione del marzo 2015. Il giudice dovrà valutare se ci sono elementi non di colpevolezza, ma di ragionevole necessità di chiarimento riguardo alle accuse contestate alle quali solo un processo potrebbe essere in grado di dare una risposta. Secondo la Cassazione il proscioglimento del marzo 2015 non stava in piedi perché dagli atti dell'indagine non «emerge in modo evidente l'innocenza dell'imputato Logli».

Nessuna inchiesta bis. L’avvocato Cavani smentisce l’esistenza di un’inchiesta bis, vociferata in questi giorni, e anche che i figli, soprattutto il maggiorenne, Daniele, possano essere sentiti di nuovo. Di sicuro, ma è la procedura penale che lo impone, qualunque eventuale elemento emerso dal marzo 2015 ad oggi non può essere inserito e valutato nell’udienza di domani.

«Logli colpevole». Nicodemo Gentile, avvocato e presidente dell’associazione Penelope che si occupa di persone scomparse, da sempre sostiene la colpevolezza di Logli. Dichiara: «La sentenza di condanna a 27 anni di padre Graziano in Corte d’Assise ad Arezzo per la morte di Guerrina Piscaglia afferma un principio che può valere anche nel processo Logli: viene spazzata via l’idea che senza un corpo non si condanna».

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